Il documento regionale indica un fabbisogno di sei postazioni medicalizzate per la provincia. Matteucci: «Siamo favorevoli alle automediche, ma ne servono di più. La gestione deve restare pubblica»
TERAMO – Due automediche per garantire il 118 a una provincia di quasi 300mila abitanti non sono sufficienti e il rischio è che, quando entrambe sono impegnate, sul territorio non rimanga alcun mezzo con un medico a bordo. È la denuncia della Ugl Salute Abruzzo, che interviene sulle nuove Linee di indirizzo del Sistema di emergenza territoriale 118 e chiede di rafforzare la rete, contestando allo stesso tempo la prevista apertura agli affidamenti esterni. A mettere nero su bianco la criticità, secondo il sindacato, è lo stesso documento regionale: applicando i criteri nazionali Agenas e il decreto ministeriale 70 del 2015, per Teramo il fabbisogno è di sei postazioni medicalizzate, mentre la programmazione ne prevede due, entrambe automediche.
«Il modello dell’automedica lo condividiamo e ne chiediamo di più, non di meno», sottolinea Stefano Matteucci, segretario regionale della Ugl Salute. «Ma due mezzi H24, a Teramo e Giulianova, devono coprire costa, Val Vibrata, fascia collinare ed entroterra fino al Gran Sasso. Quando sono impegnati, sul territorio non resta una postazione con medico a bordo. Non è un modello applicato pienamente».
Le Linee di indirizzo sono state approvate dal Comitato regionale emergenza-urgenza il 29 luglio. Per Teramo vengono quindi programmate due automediche a fronte delle sei postazioni medicalizzate indicate come fabbisogno. Nessuna ambulanza con medico a bordo, mentre in Abruzzo ne sono previste 18. L’Aquila ha un fabbisogno di 12 postazioni e ne avrà 14, Chieti 7 su 9 e Pescara 5 su 7.
La Ugl contesta anche la valutazione regionale secondo cui le 32 postazioni medicalizzate programmate, rispetto a un fabbisogno complessivo di 29, renderebbero congrua la dotazione. «Quel più tre è la somma di eccedenze e di un buco. Così la carenza di Teramo, pari a quattro postazioni, viene nascosta dal dato regionale».
Il sindacato fa notare inoltre la rete delle ambulanze di base: delle 21 postazioni permanenti previste in Abruzzo, nove sono in provincia di Teramo, il 43% del totale, a fronte di una popolazione che rappresenta circa il 23% di quella regionale. Tra le postazioni figurano Montorio al Vomano, Torricella Sicura-Rocca Santa Maria, Sant’Egidio alla Vibrata, Castellalto, Notaresco, Martinsicuro e Cermignano. Roseto e Alba Adriatica sono invece diventate postazioni infermieristiche.
Il secondo fronte riguarda la gestione del servizio. Le Linee di indirizzo prevedono la messa a gara, per lotti, delle postazioni di base e consentono l’affidamento in convenzione anche di mezzi avanzati infermieristici, automediche e autisti. «Il soccorso non può essere progressivamente appaltato a soggetti terzi», afferma Matteucci. «La titolarità del servizio, il personale e la responsabilità clinica devono restare in capo alla Asl. Chi programma deve poter garantire continuità e qualità del servizio».
La Ugl chiede ora l’apertura del confronto sindacale previsto dallo stesso documento. Il paragrafo 3.7, rileva il sindacato, stabilisce che le aziende definiscano il cronoprogramma attuativo entro 120 giorni, previo confronto con le organizzazioni sindacali. «Chiediamo che il confronto parta subito, con i documenti sul tavolo. – conclude Matteucci – Siamo favorevoli alle automediche e ne vogliamo di più, ma non possono restare le uniche postazioni con medico. Siamo contrari a un ulteriore affidamento esterno del soccorso e favorevoli alla valorizzazione del personale aziendale, autisti e infermieri».