La Perdonanza conquista Rai 1 con 1,4 milioni di spettatori. Il ministro Mazzi: “Lavorare perchè diventi un appuntamento fisso”

25 Agosto 2026
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Corsi, Morandi e Bianchetti 732 Perdonanza

Straordinario successo di ascolti per l’apertura della 732ª Perdonanza Celestiniana all’Aquila. Il sindaco Biondi: “Un punto di partenza per far conoscere la nostra identità alla Nazione”

L’AQUILA – Una notte storica e senza precedenti ha consacrato L’Aquila al centro della scena culturale e televisiva nazionale. Un risultato di pubblico straordinario ha accompagnato la diretta dalla monumentale Basilica di Santa Maria di Collemaggio per l’inaugurazione della 732ª Perdonanza Celestiniana: un milione 401 mila spettatori, pari al 13,4% di share, hanno seguito in prima serata su Rai 1 lo spettacolo “La Forza del Perdono”.

Un successo d’ascolti eccezionale per una serata che ha segnato una svolta epocale per la manifestazione. Per la prima volta nella sua storia, infatti, la rete ammiraglia del servizio pubblico ha portato in diretta nazionale la basilica simbolo della città e L’Aquila nell’anno in cui riveste il ruolo di Capitale italiana della Cultura. Attraverso un sapiente e suggestivo intreccio di grande spettacolo, musica, narrazione e memoria, le telecamere Rai hanno diffuso in tutto il Paese i valori spirituali ed etici che da oltre sette secoli accompagnano l’eredità di Papa Celestino V.

L’impatto promozionale e d’immagine dell’evento è stato sottolineato con forza dal Ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, che ha rimarcato il valore strategico di iniziative culturali di questa portata: «Lo straordinario spettacolo della Perdonanza di Celestino V su Rai1, di grande valore etico e spirituale, è un modello di evento che sosteniamo perché racconta quelle tradizioni italiane autentiche da cui sono fortemente attratti i viaggiatori internazionali e fa bene al nostro turismo culturale. L’Aquila, capitale della Cultura 2026, grazie alla Rai, ha potuto rivolgersi a un milione e mezzo di appassionati mostrando un’identità profonda, legata a oltre sette secoli di storia. Il merito va riconosciuto a chi ha creduto nel progetto, lavorandoci per anni, agli artisti, alle istituzioni, a Fabrizio Guttuso per la splendida regia e a Leonardo De Amicis per la sapiente direzione artistica. Condivido l’obiettivo indicato dal sindaco Biondi e dal presidente Marsilio: lavorare perché la serata inaugurale della Perdonanza diventi un appuntamento fisso della programmazione televisiva nazionale».

Entusiasta il commento del sindaco dell’Aquila e presidente del Comitato Perdonanza, Pierluigi Biondi: «Un risultato straordinario che resterà indelebile nella memoria della città. I dati di ascolto ci restituiscono la dimensione di ciò che è accaduto: una platea nazionale di quasi un milione e mezzo di persone hanno condiviso con noi l’evento più importante e identitario dell’Aquila e hanno potuto conoscere il suo significato più profondo».

Il primo cittadino ha poi voluto rivolgere un ringraziamento speciale a tutte le componenti che hanno garantito la riuscita di una produzione così imponente, rilanciando una sfida ambiziosa per gli anni a venire: «Abbiamo lavorato affinché l’anno di Capitale italiana della Cultura fosse l’occasione per mostrare la capacità dell’Aquila di parlare alla Nazione, ieri sera questo è accaduto nella maniera più potente possibilePer questo voglio rivolgere un ringraziamento particolare alla Rai, ai suoi vertici, alle professionalità e alle maestranze che hanno reso possibile una produzione di questa portata. Ringrazio il direttore artistico, il maestro Leonardo De Amicis, gli artisti, gli autori, i tecnici, le strutture comunali, le Forze dell’ordine, i volontari e tutte le persone che, con ruoli diversi, hanno lavorato perché questa serata potesse diventare realtà. Il successo di ieri – prosegue Biondi – non deve rappresentare soltanto un traguardo. Deve essere un punto di partenza. L’auspicio, condiviso anche dal ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, è che la serata inaugurale della Perdonanza possa diventare un appuntamento fisso della programmazione televisiva nazionale. Ieri abbiamo dimostrato che questa ambizione è possibile. Ora dobbiamo lavorare perché ciò che è stato straordinario possa diventare una tradizione».

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