Sanità, il Pd attacca la Regione: “In Abruzzo il diritto alla salute rischia di diventare un privilegio”

21 Luglio 2026
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I consiglierei regionali del PD Mariani Cavallari Pepe

I consiglieri Pepe, Mariani e Cavallari denunciano il peggioramento dei servizi sanitari: «Liste d’attesa infinite, pronto soccorso al collasso e carenza di personale. Serve un cambio di rotta immediato»

L’AQUILA – Liste d’attesa sempre più lunghe, pronto soccorso sotto pressione e cittadini costretti a rinviare o pagare di tasca propria visite ed esami. È da questa situazione che il Partito Democratico attacca la gestione della sanità abruzzese, chiedendo un cambio di passo immediato.

I consiglieri regionali del “Patto per l’Abruzzo” Dino Pepe, Sandro Mariani e Giovanni Cavallari, denunciano un sistema «in sofferenza» e lanciano un appello alla Regione affinché intervenga con una diversa programmazione delle risorse.

Secondo gli esponenti dem, il progressivo peggioramento dei servizi rischia di compromettere il diritto dei cittadini a ricevere cure tempestive e adeguate.

«L’Abruzzo arretra in modo drastico su visite e diagnosi. La favola delle agende aperte fino al 2030 non è una soluzione organizzativa, ma un’offesa ai cittadini costretti a rinunciare alle cure», affermano i tre consiglieri regionali.

Secondo l’analisi dell’Agenas, infatti, la regione registrerebbe, a detta dei consiglieri, performance inferiori alla media nazionale nel rispetto dei tempi massimi di garanzia delle prestazioni. Per gli esami diagnostici, a fronte di una media italiana dell’84,6%, l’Abruzzo si ferma al 65,3%. Anche sul fronte delle prime visite specialistiche il dato regionale risulta più basso rispetto al quadro nazionale: 73,5% contro una media del 78,5%.

Una situazione che, secondo i due consiglieri del Pd insieme a Cavallari di “Abruzzo Insieme” sta «ampliando le disuguaglianze nell’accesso alle cure». Gli esponenti dem sostengono anche che il sistema sanitario regionale abbia bisogno di una «programmazione più efficace e di investimenti mirati», capaci di rafforzare gli organici e garantire servizi omogenei su tutto il territorio.

«È urgente e indifferibile un cambio di rotta radicale nella gestione delle risorse e nella programmazione», dicono Pepe, Mariani e Cavallari.

Critiche infine alla governance regionale. «Prima che il diritto alla salute in Abruzzo cessi di essere un principio costituzionale garantito a tutti e diventi definitivamente un privilegio riservato a pochi», concludono gli esponenti della minoranza in Regione, chiedendo un intervento rapido alla giunta Marsilio per evitare un ulteriore peggioramento dell’assistenza sanitaria.

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