I consiglieri regionali di Abruzzo Insieme lanciano l’allarme sui possibili effetti dei tagli ai finanziamenti per la ricerca sanitaria pubblica: «A rischio stabilizzazioni e competenze costruite negli anni». Il direttore generale D’Alterio rassicura: «Al lavoro per trovare nuove fonti di finanziamento»
TERAMO – I possibili effetti dei tagli ai finanziamenti destinati alla ricerca sanitaria pubblica preoccupano i consiglieri regionali del gruppo “Abruzzo Insieme” Giovanni Cavallari e Vincenzo Menna, che chiedono alla Regione la convocazione urgente di un tavolo istituzionale sul futuro dell’Istituto zooprofilattico “G. Caporale” di Teramo.
«Giù le mani dall’Istituto zooprofilattico di Teramo», affermano i due consiglieri, secondo i quali le misure annunciate rischiano di incidere sulla stabilizzazione del personale e sul lavoro dei ricercatori della struttura teramana.
«Le notizie che arrivano dall’Istituto sono preoccupanti – spiegano Cavallari e Menna – perché i tagli ai finanziamenti destinati alla ricerca sanitaria pubblica rischiano di compromettere la stabilizzazione del personale, penalizzare ricercatori che negli anni hanno maturato competenze fondamentali e indebolire una delle più importanti eccellenze scientifiche dell’Abruzzo».
Da qui la richiesta di un intervento istituzionale e di un confronto con il ministero della Salute. «Di fronte a una decisione che interessa direttamente un’eccellenza riconosciuta a livello nazionale e internazionale – aggiungono i consiglieri regionali – chiediamo ai parlamentari abruzzesi di attivarsi immediatamente affinché vengano ritirate le misure che stanno mettendo in difficoltà la ricerca pubblica».
Cavallari e Menna sottolineano anche il ruolo strategico dell’Istituto zooprofilattico “G. Caporale”, punto di riferimento per la prevenzione sanitaria, la sicurezza alimentare e la sanità veterinaria. «Mettere in difficoltà questa realtà significa impoverire il territorio e compromettere opportunità di sviluppo, innovazione e occupazione qualificata», sostengono.
Per Abruzzo Insieme non è possibile «assistere passivamente a scelte che mettono a rischio posti di lavoro qualificati e competenze costruite in anni di ricerca».
Dall’interno dell’Izs è arrivata nei giorni scorsi la rassicurazione del direttore generale Nicola D’Alterio, che ha confermato l’avvio di un dialogo per individuare soluzioni positive attraverso altre fonti di finanziamento. L’obiettivo è garantire continuità al percorso di stabilizzazione e alla valorizzazione delle professionalità presenti nell’Istituto.
Dal 2019, ha ricordato D’Alterio, sono stati stabilizzati circa 100 lavoratori tra ricercatori e personale dell’Izs “G. Caporale”, un percorso che la direzione punta a proseguire nonostante le difficoltà legate al quadro dei finanziamenti.