La 14ª edizione del Rapporto Crea Sanità colloca l’Abruzzo tra le realtà dove la percezione dei servizi sanitari è cresciuta di più: il 25,9% dei residenti avverte un miglioramento, un dato superiore a quello di Lombardia, Veneto e Umbria. L’assessore Verì: “Stiamo raccogliendo i frutti del lavoro avviato negli ultimi anni. La strada è quella giusta”
L’AQUILA – In Abruzzo un cittadino su quattro ritiene che la sanità regionale sia migliorata. È il dato più significativo della 14ª edizione del Rapporto Crea Sanità, che colloca la regione – insieme al Molise – tra quelle dove la percezione dei servizi sanitari è cresciuta maggiormente, superando territori tradizionalmente forti come Lombardia, Veneto e Umbria. Secondo il rapporto, il 25,9% dei residenti avverte un innalzamento della qualità dell’assistenza.
La percezione positiva riguarda diversi ambiti. I cittadini segnalano una maggiore facilità nel reperire i farmaci, un miglioramento nei ricoveri nelle residenze e nell’assistenza ospedaliera non programmata. Cresce anche la soddisfazione per le attività di prevenzione, la medicina generale e le prestazioni ambulatoriali. Più contenuti, ma comunque presenti, i progressi percepiti nei ricoveri programmati e nell’assistenza domiciliare.
«Il rapporto Crea certifica i risultati che le azioni messe in campo in questi anni stanno producendo, grazie alla sinergia tra governo regionale, Dipartimento e Asl», commenta l’assessore alla Sanità Nicoletta Verì. «Sappiamo benissimo che in sanità qualunque iniziativa impiega anni a produrre gli obiettivi attesi e ora, finalmente, iniziamo a raccogliere i frutti dei progetti messi in campo. Ci sono ancora criticità, ma ribadisco che la strada intrapresa è quella giusta e adesso anche gli abruzzesi cominciano a percepire il cambio di passo, testimoniato anche dai risultati positivi sui Lea».
Il Rapporto Crea analizza sei parametri: innovazione, equità, sociale, economico-finanziario, appropriatezza ed esiti. L’Abruzzo supera la media nazionale in diversi indicatori: interventi realizzati con tecniche mini-invasive, prestazioni con priorità B eseguite nei tempi, assistenza domiciliare a anziani e disabili, spesa sanitaria pro-capite standardizzata, incidenza dei consumi sanitari privati, tasso di anziani assistiti in Adi, accessi al pronto soccorso con codici minori, interventi oncologici eseguiti in strutture conformi al DM70, indice di salute mentale e mortalità evitabile.
Restano però aree critiche. Verì richiama la necessità di ridurre la mobilità passiva per prestazioni a bassa complessità, migliorare il tasso di ospedalizzazione evitabile per patologie croniche e rafforzare la promozione dei corretti stili di vita. «Temi sui quali il nostro impegno è massimo – aggiunge – e che siamo certi produrranno a breve i risultati attesi».
L’Abruzzo, secondo il Rapporto Crea, si muove dunque in una direzione che i cittadini cominciano a riconoscere: un sistema sanitario che migliora, pur tra le sfide ancora aperte.