Monaco (Avs) attacca la giunta Marsilio: “Svuotato un presidio essenziale, servono risposte immediate e concrete”
VILLA SANTA MARIA – Il diritto alla salute nelle aree montane torna al centro del dibattito politico in Abruzzo, dopo l’allarme lanciato sul progressivo ridimensionamento del Distretto sanitario di Villa Santa Maria. Secondo quanto denunciato, il presidio avrebbe visto ridursi in modo significativo il numero delle prestazioni specialistiche, con un impatto pesante sulla popolazione residente e sui servizi di prossimità.
Il caso viene definito “eclatante” da chi contesta le scelte della Giunta regionale, accusata di non tutelare i territori più fragili nonostante la retorica sulla salvaguardia delle aree interne. Nel dettaglio, il Distretto offrirebbe oggi appena 7 prestazioni specialistiche rispetto alle 17 storiche, con alcune attività ritenute fondamentali, come Cardiologia e Urologia, presenti soltanto una volta al mese, mentre Ginecologia e Psicologia sarebbero garantite due volte al mese.
A preoccupare ulteriormente cittadini e amministratori locali è anche il ridimensionamento del servizio di Radiologia e l’incertezza legata al prossimo pensionamento del direttore sanitario, il dottor Arnaldo Rossi, che potrebbe pesare sull’erogazione di prestazioni essenziali come l’Assistenza Domiciliare Integrata e le vaccinazioni pediatriche.
La protesta del territorio ha già assunto una forma organizzata, con una petizione popolare e un atto di diffida presentati dai cittadini, che denunciano un progressivo abbandono da parte delle istituzioni. A sostenere la mobilitazione è intervenuto anche il capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale, Alessio Monaco, che ha depositato una richiesta urgente di convocazione della Commissione Vigilanza, chiedendo l’audizione dei vertici della sanità regionale e dell’assessorato competente.
Monaco ha rivolto inoltre un ringraziamento ai promotori dell’iniziativa, Mauro Carbonetta, Vito Paolini e Marvi Scutti, riconoscendo il loro impegno nel dare voce alle esigenze del territorio.
Nel mirino anche la carenza del servizio di emergenza-urgenza medicalizzata e il mancato rispetto degli accordi di confine, con il riferimento all’ospedale di Agnone, indicato come presidio strategico per l’Alto Vastese e da tempo privo delle necessarie tutele.
“La politica si misura sugli atti e sui fatti, non sulla propaganda”, è la posizione espressa da Monaco, che accusa la Giunta regionale di aver voltato le spalle all’Abruzzo montano. Una battaglia, conclude, che non intende arretrare: “I diritti di Villa Santa Maria e di tutte le aree interne vanno difesi concretamente”.