Teramo, 118 persone senza dimora seguite nel 2025: oltre 146mila euro per accoglienza e inclusione

3 Marzo 2026
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Dati Istat su povertà assoluta in italia

Attivato il progetto “Stazione di Posta” e rafforzati i percorsi verso autonomia e lavoro

TERAMO – Nel 2025 il Comune di Teramo ha intensificato gli interventi a favore delle persone senza dimora e dei cittadini in condizioni di estrema fragilità sociale. Tra giugno e dicembre sono state intercettate 118 persone, con un investimento complessivo superiore ai 146mila euro destinato ai servizi di accoglienza e accompagnamento.

A giugno è stato avviato il progetto “Stazione di Posta”, inserito nel sistema di contrasto alla grave marginalità e gestito dal Consorzio di Solidarietà aprutina. Il servizio potrà contare anche sugli spazi di Villa Pavone, attualmente in fase di adeguamento.

Le persone raggiunte sono in prevalenza uomini (101 su 118), affiancati da 17 donne. Molti sono cittadini stranieri, tra cui richiedenti protezione internazionale. Le criticità principali riguardano l’assenza di un alloggio stabile e di un’occupazione, spesso accompagnate da dipendenze, fragilità psicologiche e isolamento.

Per l’emergenza abitativa sono stati attivati inserimenti in alloggi dormitorio e sistemazioni temporanee in pensioni e B&B. Garantiti anche servizi di mensa, docce, accesso all’emporio solidale, ascolto e mediazione culturale.

Centrale il collegamento con i servizi territoriali: supporto per la residenza fittizia, iscrizione ai centri per l’impiego, accesso alle cure sanitarie, percorsi presso Ser.D e Centro di Salute Mentale, pratiche Inps per misure di sostegno al reddito e consulenza legale per le procedure legate alla protezione internazionale. Avviati inoltre tre percorsi strutturati di supporto psicologico.

Il sindaco Gianguido D’Alberto e l’assessore Stefania Di Padova evidenziano come l’aumento delle nuove povertà richieda risposte strutturate, con un investimento mirato su accoglienza, housing first e servizi di prossimità. L’obiettivo dichiarato è andare oltre la gestione dell’emergenza e costruire percorsi stabili di inclusione sociale.

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