Ampliamento Cogesa a Sulmona, atti depositati in Regione. Forum H2O: “Mancano dati decisivi sulla qualità dell’aria e sullo stato delle acque”

31 Agosto 2026
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Camion della società Cogesa durante le operazioni di raccolta rifiuti nel territorio peligno, al centro della vertenza sindacale

Richiesti 100.000 metri cubi in più per estendere la vita utile dell’impianto. L’associazione ambientalista sollecita gli enti a chiedere integrazioni

SULMONA – La società COGESA ha ufficialmente depositato presso gli uffici della Regione Abruzzo la documentazione tecnica necessaria ad avviare la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Oggetto dell’istanza è l’ampliamento per ulteriori 100.000 metri cubi della discarica situata nel territorio comunale di Sulmona.

Nello specifico, la società punta ad ottenere “una modifica all’impianto di discarica esistente con un ampliamento della volumetria autorizzata superiore al 15%, al fine di aumentare la vita utile dell’impianto, con l’innalzamento delle quote di coltivazione della discarica esistente (lotto III), la rimodellazione delle sponde in elevazione ed il riempimento dell’area di divisione (lotto V) per un aumento di volumetria di circa 100.000 mc”.

L’iniziativa ha però subito sollevato le perplessità degli ambientalisti. Già ad una prima analisi, il Forum H2O ha rilevato diverse criticità nei faldoni presentati, giudicando il materiale carente sotto molteplici aspetti, fondamentali per la tutela della salute e dell’ambiente.

Sul fronte della qualità dell’aria, l’associazione evidenzia infatti come nella documentazione vengano citati unicamente i dati rilevati a Sant’Eufemia a Maiella — realtà distante e caratterizzata da un contesto ambientale del tutto differente da quello sulmonese — ignorando le rilevazioni delle centraline di monitoraggio installate in città dalla SNAM nell’ambito delle prescrizioni ministeriali per la nuova centrale.

Altrettanto stringenti sono i dubbi riguardanti la tutela delle acque sotterranee. Nei referti allegati dal COGESA emergono infatti superamenti dei limiti di legge per il manganese, in alcuni casi anche rilevanti (fino a 2.590 microgrammi per litro a fronte di un limite normativo fissato a 50). Mancano tuttavia adeguati studi volti a verificare se tali sforamenti siano imputabili ad un fondo naturale oppure a forme di inquinamento.

In base all’iter procedurale, gli enti competenti dispongono ora di una finestra temporale per richiedere eventuali integrazioni prima che scatti la fase pubblica, momento in cui cittadini, comitati e associazioni avranno la possibilità di presentare le proprie osservazioni ufficiali.

Alla luce dei rilievi emersi, il Forum H2O rivolge un appello formale agli enti coinvolti, a partire dal Comune di Sulmona e dalla ASL competente, affinché pretendano il tempestivo completamento della documentazione prima che il percorso amministrativo entri nel vivo.

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