Diversi fronti aperti in tutta la regione: nuovi roghi nel teramano, nell’aquilano e nel chietino. Soccorritori allo stremo: “È l’inferno”
L’AQUILA – L’emergenza incendi non concede tregua all’Abruzzo. Mentre il fronte del Monte Morrone continua a bruciare da oltre venti giorni, nelle ultime ore la situazione si è ulteriormente aggravata con l’apertura di nuovi devastanti roghi che stanno mettendo a dura prova la macchina dei soccorsi in diverse province del territorio regionale.
Una situazione estremamente delicata si registra nel teramano, precisamente a Castilenti, dove un vasto incendio si è sviluppato a ridosso del centro abitato. Le fiamme, alimentate dal vento, si sono minacciosamente avvicinate ad una struttura alberghiera della zona, imponendo un rapido e massiccio intervento dei soccorsi. Sul posto stanno operando in una corsa contro il tempo le squadre di terra dei Vigili del Fuoco, affiancate dall’alto da un Canadair e da un elicottero impegnati in continui sganci d’acqua per proteggere l’edificio ed evitarne l’evacuazione.
La morsa del fuoco non risparmia la provincia dell’Aquila. A Civita D’Antino è attivo un altro fronte critico, fronteggiato da 12 volontari della Protezione Civile supportati da quattro automezzi operativi e una cisterna per il rifornimento idrico.
L’estrema frammentazione degli interventi sta portando gli operatori sul campo al limite della resistenza fisica e logistica. “È l’inferno”, confessa uno dei soccorritori impegnati nelle operazioni. “Non facciamo in tempo a lavorare per domare un incendio che ne divampa subito un altro, costringendoci a dirottare continuamente uomini e mezzi aerei da una località all’altra. Non sappiamo più come fare”.
Una criticità che trova conferma anche in provincia di Chieti, tra i territori di Carpineto Sinello e Guilmi. Qui un rogo attivo già da diversi giorni ha ripreso vigore, destando forte preoccupazione tra i residenti e richiedendo l’invio di altri due mezzi aerei a supporto delle squadre a terra.
Nel frattempo, sul Monte Morrone, epicentro di questa drammatica ondata di calore e cenere, la flotta aerea composta da Canadair ed elicotteri continua a sorvolare le cime in tandem con il personale dei Vigili del Fuoco, i volontari della Protezione Civile e i militari dell’Esercito Italiano.