Uccisa al rave in Svizzera, disposta l’autopsia su Maria Spinelli

31 Agosto 2026
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La 22enne di Città Sant’Angelo era partita per Aarau con alcuni amici. Dopo l’esame medico-legale la madre potrà effettuare il riconoscimento e avviare le procedure per il rientro della salma in Italia

PESCARA -Sarà eseguita tra oggi e domani l’autopsia sul corpo di Maria Spinelli, la giovane di 22 anni originaria di Città Sant’Angelo morta nella notte tra sabato e domenica durante un rave party ad Aarau, in Svizzera, in seguito a una sparatoria.
L’accertamento medico-legale è stato disposto dall’autorità giudiziaria svizzera. Lo riferisce l’avvocato Antonella Crudeli, legale della famiglia materna della ragazza. Al termine dell’autopsia, la madre potrà raggiungere la Svizzera per il riconoscimento formale della figlia. A Basilea sarà assistita dal Consolato italiano, che fornirà supporto logistico. Successivamente prenderà avvio l’iter per la restituzione e il rientro della salma in Italia.
Secondo le testimonianze raccolte tra le persone presenti alla festa, Maria sarebbe morta sul colpo. Le circostanze della sparatoria sono al vaglio delle autorità elvetiche.
Poche ore prima di raggiungere il rave, la ragazza aveva scritto alla madre su WhatsApp: «Sto andando a un rave con gli amici». Un messaggio inviato nel pomeriggio di sabato, in un tono leggero e sereno. Madre e figlia erano in contatto costante: durante la permanenza in Svizzera, Maria aveva aggiornato la mamma con fotografie e video della casa trovata nel Paese.
La 22enne si era trasferita in Svizzera alcuni mesi fa, con il desiderio di costruire il proprio futuro. Gli amici la ricordano come una ragazza determinata, che «voleva trovare la sua strada» e realizzarsi, senza rinunciare alla sua passione per la musica techno. Il suo progetto era lavorare nel settore della ristorazione.
Davanti alla villetta di famiglia, lungo la strada provinciale a Città Sant’Angelo, oggi regna il silenzio. Sulla cassetta della posta resta un foglietto scritto a mano con il nome di Maria. I familiari non erano nell’abitazione; alcuni conoscenti arrivati sul posto hanno ricordato la giovane come «una bravissima ragazza».

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