Grande partecipazione al Teatro San Filippo. Filosofi, comunicatori e professionisti si sono confrontati sul tema del perdono tra libertà di scelta e responsabilità educative degli adulti
L’AQUILA – Interpretare lo spirito della Perdonanza significa custodirne le radici e, allo stesso tempo, portarne il messaggio nel presente, facendolo dialogare con le domande del nostro tempo. È questa la direzione che ha segnato la IV edizione del Summit nazionale “Il Perdono nutre il Mondo”, promosso e organizzato da One Group e L’Aquila Made In, che sabato 29 agosto ha registrato al Teatro San Filippo una grande partecipazione di pubblico intorno al tema “Il Perdono apre al futuro? I giovani e la libertà di scegliere”. Ideato da Francesca Pompa, art director del Summit, l’incontro è stato introdotto da Angelo De Nicola e moderato dalla stessa Pompa, dopo i saluti istituzionali di Manuela Tursini, assessore alle Politiche sociali del Comune dell’Aquila, del Prefetto dell’Aquila Vito Cusumano e di Goffredo Palmerini, presidente dell’associazione L’Aquila Made In.
Ad arricchire il valore della giornata è giunto un significativo riconoscimento istituzionale con la lettera inviata dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Nel rivolgere il proprio saluto ai partecipanti, la Premier ha sottolineato come l’appuntamento abbia contributo ad impreziosire il programma della 732ª Perdonanza Celestiniana, sottolineando la centralità del capoluogo abruzzese: «L’Aquila e la comunità aquilana stanno vivendo un anno straordinario — ha evidenziato Meloni —. Il titolo di Capitale Italiana della Cultura costituisce un’occasione unica per dimostrare che l’Aquila si è affermata come un laboratorio di rinascita, innovazione e futuro».
Nel suo messaggio, la Presidente del Consiglio ha poi ripercorso la capacità di reazione della città dopo il drammatico sisma del 2009, sottolineando come gli aquilani abbiano saputo “costruire un nuovo racconto ripartendo dalla cultura, che è l’architrave su cui si fonda il senso stesso di appartenenza di una comunità”. Richiamando infine la storica visita di Papa Francesco nel 2022, che definì L’Aquila “capitale di perdono, di pace, di riconciliazione”, Giorgia Meloni ha rimarcato la “missione speciale” affidata a questo territorio: «Tenere vivo il dono di Celestino V e promuovere, soprattutto in questo tempo attraversato da crisi profonde e polarizzazioni laceranti, la forza del perdono e il messaggio universale della riconciliazione».
Nel corso dei lavori i giovani sono stati al centro del dibattito attraverso una prospettiva ben precisa, pensata per interrogare soprattutto il mondo degli adulti su quali esempi e modelli vengano proposti e su quanto spazio si sia realmente capaci di lasciare alla loro libertà. Intorno a questi interrogativi si sono confrontate voci e sensibilità differenti. Da un lato Francesco Giorgino ha analizzato il valore del perdono all’interno di una società fortemente individualizzata, mentre Michelangelo Tagliaferri ha affrontato il delicato intreccio tra verità, memoria, etica e il significato profondo della Perdonanza. Allo stesso tempo Massimo Cacciari ha approfondito il legame indissolubile tra il perdono, la libertà e l’idea stessa di futuro, e Diego Fusaro ha proposto una riflessione sul concetto di dono inteso come preziosa possibilità di affrancarsi dalla stretta logica dell’utile e dello scambio commercializzato.
Alla dimensione teorica e filosofica si sono poi intrecciate le toccanti esperienze sul campo. Attraverso la sua testimonianza, Davide Simone Cavallo ha raccontato la scelta di non lasciare che sia il rancore ad avere l’ultima parola sulla propria storia, aprendo un confronto diretto con un quindicenne presente all’incontro. Carmina Gallucci ha esplorato il dubbio come ponte verso il perdono affidando parte del proprio messaggio al brano “Sospesi ma vivi”, mentre Valeria Pompili ha indagato il perdono come concreta opportunità di trasformazione interiore e di liberazione personale. A chiudere il cerchio degli interventi, Remo Lucchi ha richiamato l’attenzione sulla responsabilità educativa che spetta agli adulti nell’accompagnare le nuove generazioni verso scelte libere e consapevoli, seguito da Dario Bolis che ha sottolineato come la vera sfida consista nel porre i ragazzi nelle condizioni di poter scegliere il proprio domani, evitando con cura di deciderlo al posto loro.
Tutti questi interventi non hanno preteso di offrire una risposta definitiva alla domanda “Il Perdono apre al futuro?”, ma hanno fatto emergere una consapevolezza chiara: la libertà dei giovani non riguarda soltanto le scelte che sapranno compiere, ma anche ciò che gli adulti consegneranno loro e lo spazio che sapranno lasciare alle loro domande, ai loro errori e alla possibilità di trovare la propria strada.
L’iniziativa, patrocinata dalla Regione Abruzzo e dal Comune dell’Aquila, è stata organizzata e sostenuta da One Group e L’Aquila Made In, avvalendosi del contributo della Fondazione Carispaq, di SODIFA e del Centro Studi del Conflitto SE.RA., con LAQTV nel ruolo di media partner.