Originario di Serramonacesca, si è spento a 94 anni. Per tutta la vita si è impegnato a conservare e divulgare il patrimonio storico dell’esperienza degli emigrati abruzzesi
PESCARA – È morto a 94 anni Nicola D’Orazio, esponente di spicco dell’emigrazione abruzzese. Nel 1981 fondò “Abruzzo nel Mondo”, storica associazione e rivista che, sotto la sua guida, è diventata un punto di riferimento per le comunità abruzzesi sparse nei cinque continenti. La rivista è tuttora attiva, sotto la direzione di Nicola Mattoscio, presidente della Fondazione Pescarabruzzo, mentre fino a poco tempo fa la direzione editoriale era affidata ad Antonio Bini.
Quello di D’Orazio, originario di Serramonacesca, è stato un impegno durato una vita per conservare e divulgare l’enorme patrimonio storico rappresentato dall’esperienza di oltre un milione di abruzzesi emigrati tra la fine dell’Ottocento e tutto il Novecento.
Il vicepresidente del consiglio regionale, Antonio Blasioli, lo ricorda come «una figura appassionata e autorevole che per decenni ha dedicato il proprio impegno a mantenere vivo il legame tra la regione e gli abruzzesi nel mondo. Una lunga e instancabile attività, nata anche dalle vicende vissute dalla sua famiglia e profondamente segnata dalla tragedia di Marcinelle, che D’Orazio trasformò in impegno civile, culturale e umano».
Gianni Melilla, ex parlamentare e vicepresidente del Consiglio regionale degli Emigrati e Immigrati (Crei), ricorda la lunga collaborazione con D’Orazio: «Con lui ho avuto un’intensa collaborazione nel Crei della Regione e ho avuto modo di apprezzarne la serietà e l’amore per i nostri emigrati abruzzesi».
«La scomparsa di Nicola D’Orazio addolora profondamente quanti hanno conosciuto e apprezzato il suo impegno civile, associativo e umano», aggiunge Franco Narducci, già vicepresidente della commissione Affari esteri della Camera. «Con lui l’Abruzzo perde un uomo autenticamente legato alla propria terra e capace di trasformare tale legame in un servizio concreto per la comunità e per gli abruzzesi nel mondo».
Geremia Mancini, ex segretario Ugl, sottolinea come D’Orazio «non smise mai di richiamare l’attenzione sui diritti di quanti hanno fatto sì che il benessere cercato e spesso raggiunto con duro lavoro in terra straniera potesse estendersi a un Abruzzo chiamato a risorgere dopo la tragedia delle due guerre mondiali: è stato un vero paladino dei nostri abruzzesi nel mondo, grande uomo che merita la nostra eterna riconoscenza».