Sicurezza a Chieti, Sicari: “Servono coordinamento, controllo del territorio e strumenti adeguati”

29 Agosto 2026
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Sicari

Dopo la nuova rissa, interviene l’ex candidato sindaco: “Il primo cittadino non è in grado di rispondere da sé con attività adeguate per mancanza di figure professionali competenti”. Critiche a Ferrara per non aver dato spazio al Controllo del vicinato

CHIETI – Non si placa il dibattito in città, dopo l’ultima notte di violenza in centro storico. Secondo l’ex candidato sindaco Cristiano Sicari la legge dice chiaramente cosa bisogna fare e chi deve fare cosa.

“Il dibattito sulla sicurezza pubblica si è acceso e numerosi sono gli interventi provenienti dalla società civile e dalla politica. Taluni”, dice Sicari, “invocano la formazione di tavoli istituzionali, altri auspicano l’intervento esclusivo delle istituzioni preposte. È noto il mio interessamento sul tema e i reiterati interventi volti a segnalare le criticità che i fenomeni episodici, sempre più frequenti in città, stanno facendo emergere, senza per ciò dover drammatizzare gli accadimenti”.

Sicari, da avvocato, richiama le norme in materia: “In tale contesto, richiamo le disposizioni del Tuel (Testo unico enti locali) in ordine ai poteri del sindaco in materia di sicurezza urbana. L’articolo 54 segnala la competenza dell’organo sindacale nella delicatissima materia della gestione di fenomeni che richiamano l’uso delle forze dell’ordine e di polizia e delle attività soggette all’emanazione delle ordinanze contingibili e urgenti, soggette, come previsto dal Tuel, a comunicazione al prefetto. Su questa competenza sindacale, credo, non possano esservi ulteriori sovrapposizioni. Tuttavia, la sicurezza cittadina è anche sotto la competenza del comandante della Polizia locale, mentre il prefetto esercita, in via primaria e consultiva, poteri relativi alla sicurezza dei cittadini, che si uniscono a quelli di competenza del sindaco”.

Al di là delle istituzioni, anche la società civile può avere un ruolo: “Alla società civile, che meritevolmente e puntualmente avverte l’insorgere di fenomeni ingravescenti, spetta invece il compito di stimolare le loro attenzioni e di vigilare anche su eventuali abusi o eccessi di potere, non presenti evidentemente nel caso di specie”. E a tal proposito Sicari tira in ballo l’istituto del Controllo di vicinato. E qui c’è la prima critica all’amministrazione comunale, ma non a quella del nuovo sindaco Giovanni Legnini, bensì a quella guidata da Diego Ferrara: “Le attenzioni sulla sicurezza urbana e sul controllo del territorio ripropongono, a mio modo di vedere, il tema della valorizzazione delle associazioni di Controllo di vicinato, del tutto obliterato, se non propriamente avversato, dall’Amministrazione a trazione Ferrara”. L’appello del consigliere è dunque “a voler valorizzare, anche mediante un affiancamento, le associazioni di Controllo di vicinato, pur presenti e attive sul territorio urbano”.

Sembra invece diretto al sindaco Legnini in prima persona l’ulteriore richiamo alla normativa di settore: “La sicurezza urbana, oltre alla normativa richiamata nel Tuel, come integrata dal decreto Maroni, si avvale delle disposizioni del cosiddetto decreto Minniti, che ha profondamente interessato la materia e le competenze sindacali, ritengo utile segnalare all’Amministrazione comunale che le direttive Ue investono il sindaco di competenze relative alla sicurezza nelle città, riguardanti micro e macro-criminalità, prevenzione di infiltrazioni mafiose e derive terroristiche. Poiché, come nel caso di specie, il primo cittadino non è in grado di rispondere da sé con attività adeguate per mancanza di figure professionali competenti, suggerisco e auspico che venga potenziata la figura del Dsu (Dirigente della sicurezza urbana)”.

Sicari chiude la note assicurando la sua “indefettibile azione a tutela della sicurezza urbana e della cittadinanza tutta”.

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