Il Parco della Scienza gremito per il 37enne di Villa Zaccheo. Amici e familiari ne hanno ricordato la leggerezza, la passione per la montagna e l’amore per la vita
TERAMO – Non un addio, ma la promessa di continuare a portare con sé il suo modo di vivere. Il Parco della Scienza si è riempito questa mattina di amici, familiari, conoscenti e rappresentanti delle istituzioni per l’ultimo saluto a Marco Di Marcello, il biologo e alpinista 37enne di Villa Zaccheo di Castellalto morto sulle montagne del Nepal.
Marco era disperso dal 3 novembre 2025, quando la spedizione internazionale alla quale partecipava era stata travolta da una valanga nell’area dello Yalung Ri, durante il tentativo di raggiungere il Dolma Khang. Il suo corpo è stato recuperato e identificato soltanto nove mesi dopo, ad agosto, prima del rientro delle ceneri in Abruzzo.
Questa mattina, però, il dolore ha lasciato spazio soprattutto ai racconti. A quella leggerezza che Marco, cittadino del mondo e innamorato della montagna, riusciva a trasmettere alle persone incontrate durante i suoi viaggi e nella vita di ogni giorno.
“Vivere è un verbo al presente” è stata una delle frasi che più hanno accompagnato il ricordo. Perché ciò che Marco ha lasciato, è stato ripetuto durante la mattinata, non appartiene al passato ma diventa un insegnamento per chi resta: vivere senza rancore e senza astio, coltivando i rapporti e l’amore per gli altri.
Tra le testimonianze più intense quella di un amico, che ha ricordato una scalata affrontata insieme. Si trovavano a circa 200 metri dalla vetta, in condizioni ormai precarie, quando alla proposta di continuare Marco rispose: «Quando la montagna dice no, tu ringrazi e te ne vai».
Quella volta tornarono indietro. La montagna del Nepal, invece, non gli ha permesso di tornare a casa. Ma proprio il legame con le alte quote, i viaggi e le persone incontrate in giro per il mondo è tornato continuamente nei racconti di chi questa mattina ha scelto di esserci.
A stringersi attorno alla famiglia anche il prefetto di Teramo Beatrice Agata Mariano, il sindaco Gianguido D’Alberto, il sindaco di Castellalto Aniceto Rocci, l’assessore comunale Pina Ciammariconi e altri amministratori del territorio.
Il saluto proseguirà nel pomeriggio: alle 16 la Cattedrale di Teramo accoglierà la celebrazione funebre, ultimo momento pubblico di una giornata nella quale Teramo e Castellalto si sono strette attorno a Marco e alla sua famiglia. Perché, come è stato ricordato questa mattina, Marco non vuole essere soltanto un ricordo: “vivere è un verbo al presente”.