In attesa del match serale di domani, il tecnico biancazzurro invita alla concentrazione: «Servono fame e intensità». Intanto il presidente Sebastiani lancia l’ultimatum al Latina per Parigi
PESCARA – Vigilia ad alta tensione in casa Pescara. Tra l’entusiasmo del debutto stagionale e alcuni malumori, i biancazzurri si proiettano alla sfida serale di domani sul campo del Forlì, valida per la seconda giornata del campionato di Serie C. Un appuntamento che il tecnico Antonio Buscè vuole affrontare al massimo della concentrazione, pur dovendo fare i conti con diverse incognite di formazione e con un ambiente agitato dalle turbolenze del calciomercato.
In vista dell’insidiosa trasferta romagnola, l’allenatore biancazzurro ha fatto il punto della situazione nella consueta conferenza stampa pre-gara, richiamando l’intero gruppo alla massima determinazione per evitare cali di tensione dopo il buon avvio.
«È stata una settimana di entusiasmo, sicuramente. Però una partita non basta. Dobbiamo continuare a mettere in campo fame, intensità e soprattutto la giusta mentalità», ha ammonito mister Buscè. Analizzando l’avversario di domani, il tecnico ha poi aggiunto: «Il Forlì è una squadra che ti fa giocare male. È molto tecnica, spesso aspetta bassa e quindi bisogna essere bravi a trovare gli spazi. È una squadra da prendere con le molle e noi dobbiamo essere concentrati».
Le valutazioni dello staff tecnico e medico si intrecciano con una situazione clinica non ottimale per diversi elementi chiave della rosa. Lo stesso Buscè ha chiarito le condizioni dei suoi: «Valzania e Merola hanno avuto qualche problema, Letizia ha un problema muscolare e dovrebbe essere a disposizione, ma dalla panchina. Erradi è recuperato, così come Eletu e Ferraris. Guccione è rientrato ieri: fisicamente sta bene, ma c’è anche una componente emotiva. Decideremo domani».
In porta ci sarà regolarmente Saio, scortato dalla linea difensiva a quattro composta da Donati, Capellini, Pellacani e con il giovane Motta favorito a sinistra al posto di capitan Letizia. A centrocampo, con il rientrato Erradi destinato alla panchina regna l’incertezza sul perno centrale: in caso di forfait di Guccione, di rientro dopo un grave lutto familiare, è pronto Graziani dal primo minuto al fianco di Meazzi e Valzania, pur con Kraja come opzione di riserva.
In attacco si rinnova il ballottaggio tra Merola, favorito dopo le buone indicazioni emerse contro la Vis Pesaro, e Ferraris, pienamente recuperato e in ottima condizione fisica. Sulle corsie esterne viaggiano verso la conferma Vitali e D’Ausilio.
A surriscaldare la vigilia sono state anche le trattative di mercato. Il Pescara è impegnato in una serrata negoziazione con il Latina per l’attaccante Giacomo Parigi. A fronte del benestare pontino sulla valutazione complessiva da 350.000 euro, bonus compresi, l’operazione ha subito una battuta d’arresto sulle modalità di pagamento: il Latina pretende il saldo immediato, mentre la dirigenza abruzzese ha rilanciato con 250mila euro subito e il resto a fine stagione al raggiungimento di bonus facilmente accessibili.
Sulla vicenda, mister Buscè ha preferito glissare: «Non mi va di parlare di Di Nardo e di Parigi. La mia preoccupazione è allenare i giocatori che ho a disposizione. Gli altri, in questo momento, non ci sono. Parigi è un giocatore importante, ha fatto anche venti-trenta gol. Se dovesse arrivare lo farà per completare una rosa importante».
Ha parlato invece in modo chiaro ed esplicito il presidente Daniele Sebastiani ai microfoni di Radio Centro Super Hit: «Noi vogliamo Giacomo Parigi, abbiamo fatto una nuova proposta al Latina andando incontro alle loro esigenze. Sulla cifra l’accordo c’è, stiamo parlando della modalità di pagamento. Aspettiamo massimo oggi, poi il ds Foggia andrà su altri obiettivi». Qualora la pista Parigi tramontasse definitivamente, i nomi caldi sul taccuino di Pasquale Foggia restano quelli di Leo Mancuso del Mantova e dell’ex Salernitana Roberto Inglese.
Sempre durante l’intervento radiofonico, il patron Sebastiani non ha risparmiato toni durissimi nel commentare la recente cessione dell’attaccante Antonio Di Nardo alla Juve Stabia.
«In 18 anni da presidente questa è la più grande delusione che ho ricevuto dal calcio», ha tuonato il presidente biancazzurro. «Ci sono rimasto molto male. Ci hanno mandato un certificato per dirmi che il giocatore stava male e non ce la faceva ad allenarsi, poi in mezza giornata fa una presentazione a Castellammare di Stabia dicendo di essere carico e pronto. Capisco le ambizioni, ma esistono i modi: l’anno scorso in Serie B non lo voleva nessuno, noi gli abbiamo dato una possibilità. Ci sono tanti giocatori che da qui al primo settembre cambieranno maglia, ma si allenano regolarmente e vanno in campo. Noi non ci eravamo accorti che avevamo… “Cristiano” Di Nardo e non Antonio Di Nardo. L’anno scorso in B non lo voleva neanche la mamma a casa. Noi gli abbiamo dato questa possibilità e nel girone di ritorno ha giocato con compagni di un certo livello. Quindi non ringraziamo solo Di Nardo ma anche tutti quei giocatori che gli mettevano la palla davanti alla porta e bisognava solo spingerla. Nonostante tutto gli auguro il meglio».
Infine, Sebastiani ha risposto con fermezza alle critiche della piazza sul controverso episodio del rigore calciato da Russo nella gara di Padova della scorsa stagione: «Chi si è sentito di battere il rigore lo ha battuto. In giro ho sentito tante sciocchezza. Nessuno può pensare di gettare all’aria una salvezza barattandola con non so che cosa. Purtroppo eravamo ad un metro dalla riva e siamo annegati».