La procedura eseguita al Mazzini su una 77enne di Pineto ha evitato la chirurgia a torace aperto. In una settimana trattati tre casi complessi con tre tecniche differenti
TERAMO – Per la prima volta in Abruzzo è stata impiantata all’ospedale Mazzini di Teramo un’endoprotesi Nexus, dispositivo di nuova generazione che consente, in pazienti selezionati, di trattare le patologie complesse dell’arco aortico con un approccio totalmente endovascolare.
L’intervento è stato eseguito su una donna di 77 anni di Pineto, affetta da un aneurisma esteso all’intero arco aortico e considerata ad alto rischio per la chirurgia tradizionale. Grazie alla nuova tecnica è stato possibile intervenire dall’interno dei vasi, senza aprire il torace e senza ricorrere all’interruzione della circolazione o all’abbassamento della temperatura corporea, manovre che possono rendersi necessarie negli interventi convenzionali.
La procedura è stata realizzata dai cardiochirurghi Francesco Massi e Iorgos Paduvakis insieme ai radiologi interventisti Daniele Galasso e Alessio Gagliardi, con il supporto degli anestesisti Valeria De Paolis e Stefano Di Carlo.
«Oggi la patologia dell’arco aortico non può più essere affrontata pensando a una sola tecnica», sottolinea Filippo Santarelli, direttore della Cardiochirurgia del Mazzini e del Dipartimento Cardiotoracovascolare, «La possibilità di disporre di chirurgia tradizionale, procedure ibride e soluzioni totalmente endovascolari consente di costruire il trattamento sul singolo paziente, scegliendo di volta in volta l’approccio più appropriato. L’introduzione di questa nuova endoprotesi amplia le possibilità di cura soprattutto per i pazienti nei quali la chirurgia convenzionale presenta un rischio elevato».
Il risultato si inserisce in una settimana particolarmente significativa per il Mazzini, dove tre pazienti con patologie complesse dell’aorta sono stati trattati con tre strategie diverse.
Oltre all’impianto totalmente endovascolare, è stata eseguita una procedura ibrida dell’arco aortico su una paziente già sottoposta in precedenza a trattamento endovascolare. L’intervento ha previsto la rimozione della vecchia endoprotesi, la sostituzione dell’aorta ascendente, il debranching dei vasi del collo e il successivo posizionamento di una nuova endoprotesi toracica.
Nel terzo caso è stato invece eseguito un intervento di Frozen Elephant Trunk per un aneurisma dell’arco, associato nella stessa seduta alla sostituzione della valvola mitrale e a tre bypass aortocoronarici.
Tre casi differenti che, secondo la Asl, confermano il livello di integrazione raggiunto tra cardiochirurgia, radiologia interventistica e anestesia nella gestione dei pazienti più complessi.
«Questo risultato dimostra il livello di competenze già raggiunto dai professionisti della nostra azienda», afferma Maurizio Di Giosia, direttore generale della Asl di Teramo, «Entro la fine dell’anno sarà inoltre attiva la nuova sala ibrida del Mazzini, che consentirà di riunire in un unico ambiente operatorio tecnologie e professionalità di Cardiochirurgia, Cardiologia Interventistica, Radiologia Interventistica, Chirurgia vascolare e Anestesia e Rianimazione Cardiochirurgica. Sarà uno spazio dedicato alla gestione dei pazienti ad elevata complessità, nel quale procedure chirurgiche ed endovascolari potranno essere integrate in maniera ancora più efficace. Un investimento che consolida un modello multidisciplinare già operativo».
Il primo impianto abruzzese della Nexus amplia così le possibilità terapeutiche disponibili a Teramo soprattutto per quei pazienti nei quali un intervento chirurgico tradizionale risulterebbe troppo invasivo o rischioso.