La raccolta parte bene nonostante i danni da grandine nel Teramano. Ma i serbatoi restano carichi: in Abruzzo oltre 1,17 milioni di ettolitri di vini Dop stoccati. Il comparto punta su vendite dirette e riduzione delle rese per riequilibrare il mercato
L’AQUILA – L’Abruzzo brinda a una vendemmia di qualità, ma con le cantine ancora piene. La raccolta delle uve precoci e di quelle destinate agli spumanti è iniziata in anticipo di circa dieci giorni, con risultati incoraggianti sul fronte della qualità, nonostante i danni da grandine nel Teramano. A preoccupare i produttori, però, sono le giacenze di vino rimaste nei serbatoi dalla scorsa annata: oltre 1,17 milioni di ettolitri di vini Dop ancora stoccati, secondo il report “Cantina Italia” dell’Icqrf, l’Ispettorato centrale per la tutela della qualità e la repressione frodi del ministero dell’Agricoltura.
Il problema non riguarda solo l’Abruzzo, ma l’intero comparto vitivinicolo nazionale: al 31 luglio, le giacenze complessive superano 23,5 milioni di ettolitri di vini Dop e 10,9 milioni di ettolitri di Igp. Tra le regioni più cariche di vino invenduto figurano Veneto, Toscana, Piemonte e Sicilia, oltre all’Abruzzo, che si conferma tra i distretti più produttivi d’Italia.
Le organizzazioni cooperative siciliane – Confcooperative, Legacoop, Unci e Unicoop Sicilia – hanno lanciato l’allarme, sottolineando che «quando i volumi delle giacenze aumentano più rapidamente della capacità del mercato di assorbirli, si rischia di comprimere i prezzi, ridurre la liquidità e compromettere la sostenibilità economica».
In questo contesto, torna d’attualità la distillazione di crisi, misura europea che consentirebbe di ritirare dal mercato parte delle eccedenze trasformandole in alcol per usi industriali o energetici. Ma il settore guarda anche alla vendemmia verde e a una programmazione produttiva più efficace.
Proprio l’Abruzzo, insieme alla Toscana, ha già adottato una riduzione delle rese produttive per la vendemmia in corso, accogliendo le richieste del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo. Una scelta strategica per riequilibrare domanda e offerta e sostenere la crescita in valore dei vini regionali, sempre più apprezzati sui mercati nazionali e internazionali.