Il presidente della Regione ha presentato in aula l’emendamento seguito alle osservazioni dei revisori dei conti. D’Amico: «Anche se i conti quadrano, non è detto che l’azione politica sia virtuosa»
L’AQUILA – Un accantonamento per passività potenziali derivanti da contenziosi del settore Avvocatura (45 milioni) e del dipartimento Agricoltura (10,8 milioni) per dare seguito ai rilievi del collegio dei revisori dei conti: passa così l’assestamento al bilancio di previsione 2026-2028, approvato oggi all’Emiciclo con il voto favorevole della maggioranza e quello contrario dell’opposizione di centrosinistra.
«Abbiamo lungamente atteso la relazione dei revisori e due giorni fa è arrivato un parere non favorevole», ha spiegato il presidente Marco Marsilio illustrando il correttivo alla manovra, «rispettiamo una scelta metodologica inedita e oggi porto in aula, per l’assestamento, un emendamento a mia firma, che recepisce le osservazioni del collegio».
Un emendamento che, secondo il presidente, «scioglie alcune tensioni su servizi fondamentali come sistemi antincendio, trasporto pubblico locale, centrale di committenza Areacom e una serie di rifinanziamenti come le misure sullo spopolamento dei Comuni montani, Abruzzo Film Commission e la costituzione della società Abruzzo Sport e Benessere».
Il collegio non sarà chiamato a esprimere un nuovo parere, «perché ne ho assunto la sostanza ben sapendo che a settembre ci ritroveremo di nuovo per rimettere al consiglio e alle commissioni scelte di aggiustamento che completeranno il percorso dell’assestamento», ha chiarito Marsilio, «stiamo dimostrando una leale collaborazione con gli organismi di controllo, e oggi in maniera molto prudenziale abbiamo coperto i rischi di responsabilità erariale».
«La sua relazione è suggestiva e convincente», ha obiettato il leader dell’opposizione Luciano D’Amico, «ma anche un po’ viziata da sovrapposizioni tra ciò che accade e ciò che è il risultato di un’azione politica pianificata. Dunque gli aspetti tecnici assumono anche significato politico. Tutti i conti sono in ordine nel senso della quadratura contabile, ma non è detto che l’azione politica sia virtuosa. Ci sono principi contabili che disciplinano le modalità con cui gli accantonamenti devono essere fatti anche per quanto riguardo debiti fuori bilancio derivanti da sentenze. Ci chiediamo se sia opportuno procedere al voto senza aver ottenuto un parere favorevole dal collegio dei revisori dei conti».