Ortona, sbarcano 28 migranti dalla Life Support di Emergency:sono stati salvati nel Mediterraneo

3 Agosto 2026
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La nave life support di emergency è attesa al porto di Ortona per il 30 aprile con 68 migranti a bordo

Tra le persone salvate anche quattro minori non accompagnati. L’imbarcazione dell’ong è attraccata nel porto abruzzese dopo un’operazione di soccorso nella zona Sar maltese

ORTONA – È in corso nel porto di Ortona lo sbarco dei 28 migranti soccorsi nei giorni scorsi dalla nave Life Support di Emergency nel Mediterraneo centrale. L’unità dell’organizzazione umanitaria è approdata oggi nello scalo abruzzese con a bordo uomini e minori tratti in salvo da un gommone in difficoltà nelle acque internazionali della zona Sar (Search and Rescue) maltese.

Tra le persone soccorse figurano anche quattro minori non accompagnati, che saranno presi in carico secondo le procedure previste. Sul posto sono operative le autorità competenti, insieme al personale sanitario, alle forze dell’ordine e ai volontari impegnati nelle operazioni di prima accoglienza e identificazione.

«Abbiamo trovato un gommone semi sgonfio, sovraffollato, con persone che chiedevano aiuto e senza giubbotto salvagente», ha raccontato il capo missione della Life Support, Jonathan Nanì La Terra. «Erano stremate dopo due giorni trascorsi in mare».

Secondo quanto riferito da Emergency, durante la missione la nave ha inoltre registrato una presenza costante di mezzi libici nell’area operativa del Mediterraneo centrale. L’organizzazione sostiene che alcune unità, anche armate, avrebbero interferito con le attività di ricerca e soccorso invitando l’equipaggio ad allontanarsi dalla zona. Emergency ribadisce inoltre la propria posizione secondo cui la Libia non può essere considerata un porto sicuro per lo sbarco delle persone soccorse in mare.

Quella approdata oggi a Ortona è la 44ª missione della Life Support nel Mediterraneo centrale. Dall’avvio delle operazioni, nel dicembre 2022, la nave di Emergency ha soccorso complessivamente 3.538 persone, confermando il porto abruzzese tra gli scali italiani assegnati per l’approdo delle navi umanitarie impegnate nelle operazioni di ricerca e soccorso.

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