Pescara, allarme di Sola (M5S) sul teatro D’Annunzio: «Difficile la riapertura nel 2027»

3 Agosto 2026
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Il capogruppo dopo la commissione Controllo e garanzia: «I due milioni disponibili bastano solo per metà della struttura, ma i lavori rischiano di non finire in tempo per programmare la riapertura parziale»

PESCARA – Il teatro D’Annunzio rischia di non riaprire affatto nel 2027, e forse neanche nel 2028: è quanto denuncia Paolo Sola, capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio comunale e presidente della commissione Controllo e garanzia, che si è riunita oggi per discutere proprio della struttura sul lungomare Cristoforo Colombo.

«Hanno raccontato ai pescaresi che i due milioni di euro disponibili sarebbero bastati a restituire il D’Annunzio alla città», riferisce Sola, «quei fondi invece consentiranno di intervenire soltanto sulla prima parte della struttura, pari a circa metà della capienza complessiva, con l’obiettivo di renderla fruibile per la stagione estiva 2027. Per completare l’intervento sull’intero teatro serviranno altri 2,7 milioni di euro».

Il consigliere pentastellato nutre forti dubbi sulla riapertura parziale nel 2027: «Se l’affidamento dei lavori, nella migliore delle ipotesi, non potrà avvenire prima della fine dell’anno, significa che gli interventi dovranno essere eseguiti durante i mesi invernali, con tutte le criticità che un cantiere all’aperto comporta. E la programmazione della stagione estiva non può essere costruita sull’incertezza».

Stessi dubbi sull’obiettivo del completamento nel 2028: «Allo stato attuale non esiste alcuna certezza che le risorse siano realmente disponibili e soprattutto che consentano di rispettare i tempi annunciati», dice ancora Sola, «è legittimo chiedersi se chi ha governato questa vicenda non avesse realmente compreso l’entità economica dell’intervento, e sarebbe grave, oppure se abbia preferito raccontare una versione più rassicurante, lasciando intendere che il problema fosse risolto».

«In entrambi i casi il risultato è lo stesso», lamenta il consigliere, «i cittadini sono stati indotti a credere che la riapertura dell’intero D’Annunzio fosse questione di tempo, quando invece siamo ancora lontani. Per uno dei principali poli culturali della città servivano trasparenza e realismo, non slogan. Oggi emerge che il percorso è molto più lungo, costoso e incerto di quanto l’amministrazione abbia raccontato, ma i pescaresi meritano di sapere quali sono davvero tempi e risorse necessarie per restituire alla città il suo teatro».

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