Chieti, anche Forza Italia attacca sul cimitero: “Legnini passa dagli annunci agli espropri”

2 Agosto 2026
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Dopo la denuncia della Lega arriva l’interrogazione dei forzisti sullo stallo del cantiere del nuovo camposanto, sui loculi pagati dai cittadini e sull’ordinanza che occupa d’urgenza venti tombe già assegnate. Interviene anche Carbone di Futuro nazionale

Dopo le contestazioni sollevate dalla Lega sull’emergenza loculi e sull’ordinanza comunale che requisisce venti sepolture già assegnate, anche Forza Italia interviene sulla gestione dei servizi cimiteriali, ampliando il fronte politico che chiede chiarezza all’amministrazione Legnini. Il gruppo consiliare deposita una interrogazione sullo stallo del cantiere del nuovo cimitero di Santa Filomena, chiedendo di fare piena luce sulle responsabilità amministrative e sul futuro della concessione del 2015.

L’interrogazione richiama anche le dichiarazioni rese dal sindaco Legnini lo scorso giugno, dopo sopralluoghi e riunioni tecniche: Legnini aveva detto di voler chiedere alla ditta di formulare una proposta di soluzione del problema, proposte su cui il Comune si sarebbe pronunciato valutando anche la revoca della concessione o un accordo transattivo con la concessionaria.

Il gruppo consiliare presieduto da Mattia Di Paolo chiede ora che quegli annunci trovino riscontro in atti concreti. Particolare attenzione è dedicata ai circa 200 cittadini che hanno versato consistenti acconti per l’acquisto dei loculi, oggi privi di certezze dopo il blocco del cantiere e la chiusura degli uffici della società concessionaria. L’interrogazione chiede inoltre chiarezza sulle indennità non ancora liquidate ai proprietari dei terreni espropriati e sulle modalità con cui il Comune intenda definire tali pendenze.

A rendere il quadro ancora più critico è la notizia dell’ordinanza sindacale di occupazione d’urgenza: un provvedimento che dispone l’espropriazione, per due anni, di venti tombe già concesse a cittadini ancora in vita, che hanno regolarmente pagato quanto dovuto.

“Questa non è una battaglia politica ma una battaglia di responsabilità istituzionale – dichiara il gruppo capeggiato da Di Paolo e composto da Remo Stampone, Maurizio Stefano Costa e Renata D’Ettorre –. Da cinque anni vengono denunciati ritardi, promesse non mantenute e un’inaccettabile assenza di trasparenza su un’opera strategica per la città. Il sindaco Legnini definisce non più tollerabile lo stato del cantiere ma allo stesso tempo procede all’espropriazione immediata di venti tombe già assegnate a cittadini che hanno regolarmente pagato i propri loculi. Non è accettabile chiedere ulteriori sacrifici ai cittadini senza prima aver risolto le criticità che da anni paralizzano il progetto”.

“Il Consiglio comunale – concludono – deve essere messo nelle condizioni di conoscere quale sarà il futuro del Parco della Memoria, quali strumenti l’Amministrazione intenda utilizzare per uscire definitivamente da questa situazione di stallo e quali tutele concrete saranno garantite ai cittadini coinvolti”.

Interviene anche Alessandro Carbone di Futuro nazionale, che definisce l’ordinanza d’urgenza firmata dal sindaco “un vero e proprio scippo ai cittadini di Chieti, un atto di prepotenza burocratica che lascia attonita l’intera comunità. Siamo di fronte a un degrado amministrativo ed etico senza precedenti”, attacca l’esponente del partito di Vannacci, “spacciare la requisizione d’urgenza per una ‘necessità emergenziale’ è una presa in giro inaccettabile. A Chieti si muore allo stesso ritmo ogni anno, le criticità erano ben note a tutti: l’unica vera emergenza imprevedibile è la totale incapacità di rilancio di chi governa Palazzo d’Achille. Dopo una campagna elettorale fatta  di fumo, il sindaco Legnini risponde nell’unico modo che conosce: espropriare i diritti di chi ha regolarmente pagato”.

“Invece di percorrere le strade che un’amministrazione seria avrebbe messo in atto da mesi come i loculi modulari temporanei d’emergenza, le convenzioni sovracomunali o la velocizzazione reale dei cantieri la giunta Legnini ha scelto di strappare i contratti stipulati con i cittadini, trattandoli come sudditi da derubare della propria serenità e del rispetto per i propri affetti”.

Carbone chiude chiedendo la revoca immediata dell’ordinanza di requisizione dei loculi e risposte chiare e tempi certi per la realizzazione del nuovo cimitero.

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