Il sindaco di Pescara, al contrattacco dopo la delibera dell’Agcom, si scaglia contro il capogruppo Sola: «Realtà diversa dalla vicenda torbida raccontata, come sempre casi mediatici di chi non ha ottenuto nulla dalle urne»
PESCARA – «Molto rumore per nulla»: così il sindaco Carlo Masci liquida la vicenda della delibera dell’Agcom scaturita dall’esposto di candidati del Movimento 5 Stelle alle ultime Comunali, commentata in particolare dal capogruppo in municipio, Paolo Sola. «È evidente», sottolinea Masci, «che non siamo di fronte a una violazione sostanziale, ma a una valutazione interpretativa su un profilo di carattere formale, che appare a una lettura attenta anche esageratamente formale».
«Sola, come d’abitudine, grida allo scandalo salvo poi doversi confrontare con una realtà ben diversa da quella che racconta», contrattacca il sindaco, «anche questa volta ha annunciato chissà quale vicenda torbida, ma i fatti come sempre lo hanno smentito».
Per Masci la delibera dell’Agcom «certifica che non è stato contestato alcun utilizzo delle risorse del Comune di Pescara a fini elettorali. Ancora più significativo è il fatto che la mia persona non sia stata destinataria di alcun provvedimento: nessuna sanzione, nessuna condanna, nessun ordine di rimuovere post o reels pubblicati durante la campagna elettorale, né tantomeno di rettificarne i contenuti».
«La mia attività è stata a prova di censura», ribadisce il sindaco, che ricorda come l’Autorità abbia disposto esclusivamente che il Comune pubblicasse un testo riferito all’articolo 9 della legge 28 del 2000, «soltanto in relazione a una possibile percezione, da parte dei cittadini, della mia veste di sindaco anziché di candidato. Anche se, va detto, solo chi non viveva a Pescara, e quindi non votava, poteva non sapere che ricoprissi contemporaneamente il ruolo di primo cittadino e di candidato a sindaco».
«La legalità non è uno slogan da utilizzare quando conviene», rivendica Masci, «ma un principio che guida ogni mia scelta amministrativa e personale. Comprendo che qualcuno cerchi periodicamente di costruire casi mediatici nella speranza di ottenere ciò che non è riuscito a ottenere né nelle sedi competenti né, soprattutto, nelle urne. Ma i cittadini conoscono la verità, giudicano i fatti e sanno distinguere tra chi lavora ogni giorno per la città e chi preferisce alimentare polemiche prive di consistenza. Anche questa volta», conclude il sindaco, «soltanto l’ennesimo castello di carte costruito sulla propaganda e puntualmente crollato».