Il 27 luglio partono i lavori della Sovrintendenza, dureranno un anno. Dal primo agosto senso di marcia invertito in via Spaventa
CHIETI – Il 27 luglio parte il cantiere della Sovrintendenza Archeologica per ristrutturare sia i Tempietti romani che l’area circostante, un cantiere atteso da anni che cambierà parte del centro storico teatino. Destinato, però, ad arrecare disagi a commercianti e residenti. Per questo motivo il sindaco Giovanni Legnini li ha voluti incontrare oggi pomeriggio in via Spaventa, davanti alla sede delle Poste centrali.
È il primo incontro pubblico dopo i grandi comizi della campagna elettorale ed è stato molto partecipato. Insieme a Legnini c’erano la soprintendente Chiara Delpino e l’assessore ai Lavori Pubblici Luigi Febo. Alla presentazione è seguito il dibattito con la folta platea intervenuta, con l’impegno all’istituzione di un tavolo tecnico per recepire istanze e proposte emerse durante l’incontro.
Il cantiere parte tra una settimana e dura un anno. Dal primo agosto il senso di marcia in via Spaventa viene invertito. Gradualmente e a step si passerà alla chiusura di via Priscilla e poi alla riqualificazione di via Marco Vezio Marcello.
“Sono soddisfatto della partecipazione e delle istanze che i cittadini intervenuti ci hanno manifestato durante questo incontro con cui abbiamo voluto avviare un confronto aperto con la città su un intervento che rappresenta una delle opere più significative per il centro storico – sottolinea il sindaco- . La riqualificazione dei Tempietti romani, che segue quella dell’ultimo tratto del corso e di piazza Trento e Trieste, non riguarda soltanto il recupero di un bene archeologico rilevante, ma la rigenerazione di un’intera area urbana che sta rinascendo e che dovrà tornare a essere vissuta dai cittadini e attrattiva per i visitatori, quindi è giusto che si ascolti la voce dei cittadini. Le soluzioni che riguardano la mobilità sono al contempo una necessità, per consentire il cantiere e, al contempo, una sperimentazione, per vagliare l’efficacia di una diversa mobilità dell’area e del corso, pensata per garantire la fluidità del traffico in uno snodo strategico e, allo stesso tempo, per sperimentare un diverso utilizzo degli spazi pubblici. Alla luce delle istanze registrate durante l’evento, adotteremo un provvedimento più completo e consapevole per affrontare questa importante riqualificazione”.
Il progetto da 650mila euro è finanziato, come sottolinea Delpino, “nell’ambito dei Grandi Progetti Beni Culturali del Ministero della Cultura. Il progetto coniuga restauro conservativo, miglioramento dell’accessibilità e valorizzazione dell’area archeologica, riconnettendola finalmente allo spazio urbano circostante“.
“Il recupero di questo spazio rappresenta un primo passo concreto per restituire qualità e vivibilità al centro storico” aggiunge Febo. “L’obiettivo dell’amministrazione è creare le condizioni perché i residenti possano continuare a vivere qui, mettendo insieme le esigenze di cittadini, attività commerciali e visitatori. I centri storici hanno una funzione unica: sono luoghi di relazione, incontro e comunità. Per questo lavoriamo a una nuova organizzazione della viabilità e della Ztl, condivisa con i cittadini, che renderà alcune strade più vivibili e sicure, trasformandole da semplici percorsi di attraversamento a vere vie di quartiere. È un percorso di riqualificazione più ampio, che proseguirà con altri interventi per restituire valore e bellezza al cuore della città”.
Un ulteriore intervento di rilevante impatto sarà quello relativo all’accesso da parte dei soggetti autorizzati sul corso Marrucino, con previsione, una volta riposizionate le telecamere, di ingresso da piazza Trento e Trieste e transito a senso unico verso piazza Valignani. Una stretta per evitare un distorto e indiscriminato utilizzo delle autorizzazioni e del corso che in alcune fasi della giornata si presenta come parcheggio abusivo.