Valle del Fino, Ugl Salute denuncia: “Il 118 non può funzionare a intermittenza”

19 Luglio 2026
1 minuto di lettura
Il segretario regionale di UGL Salute Stefano Matteucci

Il sindacato chiede verifiche sulla postazione di Bisenti e richiama sindaci e amministratori delle aree interne: «Garantire gli stessi servizi assicurati sulla costa», dice Matteucci

TERAMO – La Valle del Fino rischia di pagare il prezzo più alto delle difficoltà che continuano a interessare il servizio di emergenza territoriale 118 nella provincia di Teramo. A denunciarlo è l’Ugl Salute Abruzzo, che, attraverso il segretario regionale Stefano Matteucci, solleva il tema della copertura sanitaria nelle aree interne, chiedendo «il pieno rispetto della programmazione regionale prevista per il soccorso in emergenza».

Secondo il sindacalista, le maggiori criticità si registrano proprio nei comuni serviti dalla postazione di Bisenti. La riorganizzazione della rete dell’emergenza-urgenza approvata dalla Regione Abruzzo con la delibera 589 del 2023 prevede infatti un’ambulanza India operativa 24 ore su 24 a servizio della Valle del Fino. Tuttavia, dalle segnalazioni raccolte dall’organizzazione sindacale, emergerebbero situazioni nelle quali il mezzo verrebbe impiegato come ambulanza di base, senza la presenza dell’infermiere prevista dal modello organizzativo regionale.

Una circostanza che, se confermata, determinerebbe un livello assistenziale diverso rispetto a quello programmato e che, secondo l’Ugl, finirebbe per penalizzare i cittadini residenti nei centri dell’entroterra. Per questo, il sindacato rivolge un appello ai sindaci e agli amministratori della Valle del Fino affinché sostengano la richiesta di un servizio uniforme su tutto il territorio provinciale.

Nella nota l’Ugl Salute riconosce comunque gli interventi adottati negli ultimi anni dalla Regione Abruzzo e dalla Asl di Teramo per fronteggiare la carenza di medici dell’emergenza. Tra questi vengono citate le recenti assunzioni di personale infermieristico e l’attivazione dell’auto medica di Giulianova, considerata un supporto importante per migliorare la capacità di risposta lungo la fascia costiera.

Secondo Matteucci, però, la riorganizzazione non starebbe ancora producendo tutti i risultati attesi. «Non possono esistere territori di serie A e territori di serie B quando si parla di emergenza sanitaria» sottolinea, e chiede alla Direzione generale della Asl di Teramo una verifica puntuale sull’applicazione della delibera regionale e sul funzionamento del servizio.

L’organizzazione sindacale ritiene inoltre che le criticità oggi non siano riconducibili soltanto alla carenza di personale, ma riguardino anche gli aspetti organizzativi e gestionali del sistema dell’emergenza. Da qui la richiesta di un cambio di passo che consenta di tradurre gli investimenti e le scelte programmatiche in un servizio realmente omogeneo tra costa e aree interne.

Matteucci ribadisce l’impegno del sindacato nel monitorare la situazione del 118 e nel segnalare eventuali criticità che possano incidere sulla sicurezza dei cittadini e sulle condizioni di lavoro degli operatori.


Altro da

Non perdere