Evidenziata una netta diminuzione delle prime ospedalizzazioni e un significativo miglioramento della sopravvivenza nell’aquilano nell’ultimo decennio
L’AQUILA – Lo scompenso cardiaco continua a rappresentare una delle sfide epidemiologiche e assistenziali più complesse per i sistemi sanitari contemporanei, colpendo con particolare severità la popolazione anziana. Tuttavia, dalla provincia dell’Aquila arrivano segnali di forte incoraggiamento e controtendenza. Nell’ultimo decennio, infatti, il territorio ha registrato una sensibile diminuzione delle prime ospedalizzazioni e un progressivo miglioramento della sopravvivenza dei pazienti affetti da questa patologia.
A certificarlo in modo inequivocabile è lo studio “Aquore”, un’importante ricerca condotta in sinergia dalla Asl 1 e dall’Università degli Studi dell’Aquila. L’alto valore scientifico del progetto ha trovato una prestigiosa cassa di risonanza internazionale, guadagnando la pubblicazione su due delle più autorevoli riviste scientifiche del mondo: BMJ Open e Scientific Reports, quest’ultima edita dal celebre gruppo Nature.
Il progetto è stato interamente finanziato dal Dipartimento Mesva dell’Ateneo aquilano e ha visto il coordinamento scientifico del professor Loreto Lancia. Il fulcro operativo della ricerca è stato guidato dall’eccellenza del gruppo dell’Area delle Scienze infermieristiche dell’Università dell’Aquila, composto dai ricercatori e accademici Cristina Petrucci, Angelo Dante, Valeria Caponnetto, Vittorio Masotta, Ilaria Paoli e Gianluca Azzellino.
Al lavoro di cartello hanno offerto un contributo fondamentale anche il professor Silvio Romano, stimato cardiologo e responsabile dell’Unità operativa di Diagnostica e follow-up dello scompenso cardiaco della Asl 1, e il dottor Leondino Mammarella, già alla guida del Servizio gestione flussi informativi, Osservatorio epidemiologico, qualità e audit della medesima azienda sanitaria.
Le due pubblicazioni internazionali analizzano nel dettaglio i principali indicatori clinici ed epidemiologici della coorte di pazienti: l’incidenza della malattia, i tassi di sopravvivenza, la mortalità complessiva e la frequenza delle riospedalizzazioni. Approvata dal Comitato etico territoriale della Regione Abruzzo, la ricerca ha esteso il proprio raggio d’azione all’intera popolazione residente nella provincia dell’Aquila, offrendo così una fotografia accurata e priva di distorsioni statistiche.
Se da un lato i dati testimoniano l’efficacia dei percorsi terapeutici e di follow-up attuati nell’ultimo decennio, dall’altro lo studio ribadisce il notevole peso economico e organizzativo che lo scompenso cardiaco esercita sul sistema sanitario. La criticità maggiore resta legata soprattutto alla frequenza dei nuovi ricoveri nel lungo periodo, un fattore che richiede un monitoraggio costante e un’ottimizzazione delle risorse territoriali.
Il viaggio scientifico firmato da Univaq e Asl 1 non si ferma qui. Il progetto proseguirà infatti nei prossimi mesi con ulteriori e ancora più approfonditi carotaggi sull’epidemiologia della patologia. L’obiettivo ultimo e più alto è quello di continuare a fornire evidenze scientifiche solide, spendibili direttamente dai decisori politici e sanitari per la programmazione strategica e per lo sviluppo di modelli assistenziali e di prossimità sempre più efficaci, ritagliati su misura per le esigenze dei pazienti del territorio aquilano.