Ospedale di Pescara, complesso intervento salva paziente da ripetuti ictus

2 Luglio 2026
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L’operazione è stata eseguita in collaborazione tra Radiologia interventistica e Stroke Unit su un 68enne affetto da una rara malattia ereditaria

PESCARA – Un complesso intervento chirurgico è stato eseguito su un paziente di 68 anni, affetto da una rara malattia ereditaria caratterizzata dalla presenza di malformazioni vascolari che hanno causato nel tempo diversi ictus. A concludere positivamente l’operazione è stata l’équipe composta da Marco Santoro, responsabile di Radiologia interventistica, e da Vincenzo Palatino, in collaborazione con il gruppo di Neurologia d’urgenza e Stroke Unit diretto da Maria Vittoria De Angelis.

Il complesso intervento di embolizzazione endovascolare è stato eseguito sul 68enne ricoverato da pochi giorni nella Stroke Unit in seguito a un’ischemia cerebrale. Gli approfondimenti hanno permesso di individuare una malformazione artero-venosa polmonare, legata alla patologia rara del paziente, causa dei ripetuti ictus cerebrali subiti nel tempo. La malformazione determinava un’anomala comunicazione tra arteria e vena polmonare, consentendo il passaggio diretto del sangue senza il normale processo di ossigenazione e favorendo il transito in circolo di emboli responsabili degli eventi ischemici cerebrali.

Per la complessità del caso e il rischio di nuovi ictus, il paziente è stato sottoposto tempestivamente a una procedura di embolizzazione endovascolare, tecnica mininvasiva eseguita in anestesia locale. Attraverso un piccolo catetere introdotto da una vena dell’inguine, gli specialisti hanno raggiunto la malformazione passando attraverso le camere cardiache e l’arteria polmonare, posizionando due dispositivi di occlusione che hanno escluso definitivamente la malformazione dal circolo sanguigno. L’intervento, ad alta complessità tecnica, ha determinato un immediato miglioramento dell’ossigenazione del sangue, tornata a valori normali, e ha consentito di eliminare la principale causa dei ripetuti eventi ischemici, riducendo in maniera significativa il rischio di futuri ictus.

“Questo caso dimostra quanto sia fondamentale un approccio multidisciplinare nella gestione dei pazienti con patologie rare e complesse”, sottolinea la dottoressa De Angelis, “la tempestiva individuazione della causa degli eventi ischemici e la stretta collaborazione con la Radiologia interventistica hanno permesso di intervenire in tempi molto rapidi, offrendo al paziente una concreta possibilità di prevenire nuovi ictus”

“L’embolizzazione endovascolare”, aggiunge il dottor Santoro, “rappresenta oggi il trattamento di scelta per queste malformazioni. Si tratta di procedure tecnicamente molto impegnative che richiedono elevata esperienza e un’integrazione costante tra diverse competenze specialistiche. In questo caso siamo riusciti a trattare la lesione pochi giorni dopo l’evento ischemico, con un beneficio immediato e un’importante riduzione del rischio di ulteriori complicanze”.

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