Documento presentato in commissione Ambiente per rafforzare il ruolo della comunità scientifica, trasparenza nelle nomine e coinvolgimento della cittadinanza
PESCARA – Rafforzare il ruolo della comunità scientifica, definire meglio i criteri di nomina degli organismi, assicurare trasparenza e prevedere strumenti effettivi di coinvolgimento delle associazioni e della cittadinanza: devono essere questi i capisaldi sui quali impostare la gestione della Pineta dannunziana secondo sette associazioni attive a Pescara. Italia nostra, Touring club, Club di territorio, Archeoclub, Wwf, Conalpa e Radici in comune in occasione dell’incontro dell’ultima commissione consiliare Ambiente, hanno presentato un documento con una serie di proposte sulla riserva del capoluogo adriatico.
“Associazioni pescaresi e regionali per la salvaguardia del territorio, da sempre attive, si sono mosse in questi giorni per approfondire la discussione sulla governance della riserva naturale regionale Pineta dannunziana, attesa e richiesta da anni per tutelare al meglio un luogo importantissimo”, si legge in una nota congiunta.
Il gruppo di associazioni ha perciò formulato una “proposta che nasce dalla convinzione che la riforma della governance della riserva costituisca un passaggio importante per il futuro della Pineta dannunziana e che, proprio per questo, debba essere accompagnata da un reale percorso di partecipazione”.
“Questo processo di partecipazione non risulta ancora intrapreso”, lamentano i gruppi promotori del documento, che quindi “chiedono ancora una volta di essere ascoltate e di dare valore a un documento che rappresenta un passo positivo e concreto nella direzione di un confronto più aperto e condiviso. Dopo tanti anni, sarebbe infatti importante che si apra finalmente un percorso partecipativo vero, capace di valorizzare il patrimonio di esperienza, competenza e presenza sul territorio”.
“Visto che la commissione ha apprezzato il lavoro svolto”, concludono le sette associazioni, “l’auspicio è che il contributo portato oggi venga accolto come un’occasione utile per migliorare il percorso di riforma, senza irrigidimenti e senza accelerazioni che riducano gli spazi di approfondimento”.
IL DOCUMENTO PRESENTATO DALLE ASSOCIAZIONI