Sabato il corteo per dire no al trasferimento del mercato ittico sulla banchina sud. Presente anche l’associazione Mimmo Grosso

25 Giugno 2026
2 minuti di lettura
Asta elettronica in affanno al mercato ittico di Pescara

L’iniziativa organizzata da Pescara Brillante per protestare contro le linee dettate dall’amministrazione e dal sindaco Masci

PESCARA – “In nome e per conto degli armatori associati, i quali rappresentano l’ 80% dei produttori che conferiscono il proprio pescato al mercato ittico, questa associazione, – pur non ponendo nessuno veto al trasferimento dell’attuale mercato nella struttura dell’ex biglietteria della banchina sud, purché effettuata esclusivamente al termine degli interventi strutturali previsti per renderla adeguata sia dal punto di vista funzionale che dal punto di vista normativo – comunica la propria adesione al corteo di protesta pacifico organizzato dall’ associazione Pescara Brillante per dire no al trasferimento e per tutelare l’ edificio storico della banchina nord”.

A dirlo è l’associazione Mimmo Grosso in una nota che porta la firma del presidente Doriano Camplone. Che prosegue: “Coerentemente con la nostra posizione iniziale, chiediamo all’ amministrazione comunale un mercato adeguato dal punto di vista logistico strutturale, efficiente dal punto di vista del sistema informatico, che garantisca operazioni di vendita sicure e veloci, e che consenta di mettere in atto il sistema della vendita on-line, fattore di grande importanza per la valorizzazione del pescato (grazie all’ ampliamento della platea dei possibili acquirenti), ma nello stesso tempo elemento di grande comodità per i commercianti ittici del mercato che non sarebbero più obbligati ad essere sempre fisicamente presenti alle operazioni d’asta per l’ acquisto del pesce”.

E ancora: “Evidenziate le nostre richieste, riguardo le modalità di attuazione per ottenerle, l’associazione Mimmo Grosso ha sempre criticato la scelta progettuale di localizzare il nuovo mercato nell’ex biglietteria della banchina sud, una scelta sbagliata in partenza, sia per gli evidenti limiti di capienza della struttura, che richiedono necessariamente interventi di ampliamento, sia per l’ area nella quale è situata, la quale è sottoposta a severi vincoli urbanistici che ne stanno ritardando notevolmente il completamento. Tuttavia, se questo dovesse realizzarsi in tempi rapidi e soddisfare i requisiti funzionali e normativi necessari, il trasferimento del mercato potrebbe essere da noi accettato. Ma siccome non è affatto scontato che le opere di adeguamento previste, si realizzino in tempi brevi e soprattutto riescano a soddisfare completamente le esigenze funzionali richieste dagli armatori e dai commercianti, potrebbe essere ugualmente accettata la soluzione fortemente voluta dalla Pescara Brillante e promossa dalla manifestazione di protesta prevista”.

“Naturalmente anche questa soluzione, qualora dovesse essere adottata, dovrà assolutamente comportare, in tempi brevi, la sostituzione del vecchio sistema informatico, che tanti problemi ha provocato e continua a causare al regolare svolgimento delle operazioni di compravendita, e la ristrutturazione dell’ edificio. Compresa l’attivazione del sistema di vendita online. Per tutto quanto premesso, l’associazione Mimmo Grosso non può non sostenere la protesta organizzata dall’associazione dei commercianti partecipando al loro fianco al corteo e condividendo pienamente le critiche al sindaco e all’amministrazione comunale, sia per le scelte risolutive inadeguate ed imposte, che per i modi arroganti e prepotenti, irrispettosi nei confronti dei portatori di interessi legittimi, evidentemente disprezzati da dichiarazioni che mirano a sottovalutarne l’ importanza. Tutto in nome dell’ interesse dei cittadini pescaresi, sui quali starebbe gravando il costo dell’attuale gestione del vecchio mercato, che risulta economicamente passivo. In risposta a questa fuorviante giustificazione, affermiamo che le perdite economiche del Comune non sono da imputarsi alla struttura in se, definita dal Sindaco, nell’ ambito dell’ ultima campagna elettorale, come energivora per via delle dimensioni, bensì alla pessima gestione della struttura mercatale da parte dell’amministrazione comunale, una gestione che tutto a fatto tranne che mettere in atto un piano di gestione mirante ad aumentare la quantità del pesce conferito, il numero degli acquirenti concorrenti e, di conseguenza, il fatturato del pesce venduto e della percentuale relativa agli introiti dei diritti di mercato. Tutti al corteo di sabato 27 giugno, quindi, per esprimere in forma di protesta democratica, la bocciatura, da parte della marineria operante nel mercato ittico, nei confronti dell’ operato dell’amministrazione comunale, unica responsabile delle pessime condizioni in cui versa il mercato, unica responsabile dei gravi disagi e delle importanti perdite economiche provocati dal blackout del 16 dicembre e dei giorni successivi, disagi e danni subiti degli operatori ittici coinvolti, che pur pagando per un servizio che dovrebbe essere garantito, di fatto non ha funzionato o ha funzionato male”.

Altro da

Non perdere