La Kasauria continua a potenziare lo stabilimento: piano triennale per puntare sull’innovazione e allargare l’export nei Paesi che non hanno ancora conosciuto la specialità abruzzese
BOLOGNANO – Nuovi posti di lavoro dagli arrosticini. Li promette la Kasauria, azienda di Bolognano che annuncia un investimento da quasi un milione e trecentomila euro. Risorse che vengono spese per ampliare lo stabilimento, rinnovando i macchinari e sviluppando nuovi prodotti. E, ovviamente, creare nuovi posti di lavoro. Si ipotizza un aumento fino a dieci unità degli addetti diretti e due di quelli indiretti, da aggiungere ai 28 attualmente impiegati. Le prime assunzioni sono già partite.
A puntare sul rilancio di Kasauria, tra i principali produttori italiani di arrosticini, è la Ld Invest, holding dell’imprenditore Lorenzo Dattoli, che di recente ha rilevato l’azienda fondata dalla famiglia Ranieri e attiva dal 2003. Tra l’altro sono già partiti i primi consistenti investimenti per ampliare il capannone produttivo e introdurre nuove tecnologie per la lavorazione e il confezionamento.
Il piano industriale prevede nei prossimi tre anni una crescita del fatturato del 50%, con l’incremento dell’80% dell’export. “Abbiamo già incrementato la presenza in Belgio, Francia e Svizzera”, spiega Camillo Volpe, collaboratore esterno della società, “e stiamo lavorando per portare l’arrosticino in mercati dove è ancora poco conosciuto”.
“Il piano industriale punta ad allargare lo stabilimento, modernizzare i macchinari, aumentare la gamma dei prodotti e affrontare in maniera più decisa il mercato estero”, sottolinea Dattoli, specificando come il primo ciclo di investimenti si svilupperà al massimo nell’arco di un anno e mezzo, e potrà essere seguito da ulteriori interventi in caso di risposta positiva del mercato.
Attualmente nello stabilimento di Bolognano vengono lavorati mediamente circa 250 capi ovini a
settimana, per una produzione media annua di circa 185mila arrosticini a settimana, con i picchi, a Pasqua e Ferragosto, di 100-140 capi al giorno. Le carni ovine selezionate arrivano da allevamenti certificati di Spagna, Francia e Irlanda. La lavorazione è in larga parte manuale, dalla selezione delle carni al confezionamento finale, mentre il prodotto surgelato è destinato principalmente ai mercati esteri: attualmente i prodotti che vanno in Europa e Asia rappresentano circa il 35% del fatturato.