“Cococcioliamoci”, Ari celebra il suo vitigno identitario con tre giorni di degustazioni, cultura e tradizione

5 Giugno 2026
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Cococcioliamoci ad Ari

Dal 17 al 19 luglio l’undicesima edizione dell’evento dedicato alla Cococciola: percorso enogastronomico ampliato, musica, artigianato e la storia di un vitigno che affonda le radici nelle colline teatine

ARI – Dal 17 al 19 luglio torna “Cococcioliamoci“, l’evento ideato nel 2014 dalla Pro Loco di Ari per celebrare la Cococciola, l’uva a bacca bianca simbolo delle colline teatine e profondamente legata alla storia del borgo, e che oggi giunge alla sua undicesima edizione.

Nata come iniziativa sperimentale con il centro storico chiuso al traffico e un percorso enogastronomico immerso negli scorci medievali del paese, la manifestazione ha conquistato negli anni un pubblico sempre più vasto. Dalle prime sette cantine partecipanti, selezionate per la produzione di Cococciola IGT, si è arrivati oggi a più di 30 realtà vitivinicole provenienti da tutte e quattro le province abruzzesi.

La celebrazione di questo vitigno ad Ari non è solo un’occasione di festa ma ha anche un valore profondamente identitario. La Cococciola, già citata nell’Ampélographie di Pierre Viala e Victor Vermorel, una delle opere fondamentali della viticoltura mondiale, ne testimonia infatti la presenza storica e radicata di questa varietà proprio nell’areale abruzzese.

Vitigno vigoroso e tardivo, trova nelle colline di Ari, Vacri, Villamagna e Rocca San Giovanni il suo habitat ideale. La sua morfologia, caratterizzata da grande adattabilità e resa costante, l’ha resa per decenni un’ottima uva da taglio. Oggi, grazie alla valorizzazione in purezza, tutelata dalla tipologia Abruzzo DOC Cococciola, esprime un profilo enologico moderno e riconoscibile.

Ma Cococcioliamoci non è solo una festa del vino: l’edizione 2026 conferma infatti l’ampliamento del percorso di degustazione che negli anni l’ha trasformato in un vero viaggio sensoriale tra profumi, suoni, installazioni e performance che animano il borgo fino a tarda notte.

La proposta gastronomica, oggi interamente curata dalla Pro Loco, valorizza le ricette della tradizione contadina e tra queste la Papparella, piatto povero a base di verdure di campo, mais e ferfellone, ingrediente tipico di Ari, diventato uno dei simboli culinari dell’evento.

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