Il consigliere regionale FdI rivendica la paternità politica del percorso che ha portato alla chiusura degli espropri delle ex stazioni: «Percorso avviato nel 2014, oggi si completa». E avverte: «Il territorio ha pagato anni di immobilismo. Ora serve una gestione più efficiente, anche con un consorzio»
CHIETI – Nicola Campitelli affonda il colpo. Per il consigliere regionale delegato all’Urbanistica e al Paesaggio, la conclusione degli espropri delle ex stazioni lungo la Via Verde – annunciata dieci giorni fa dalla Provincia di Chieti – non è solo un passaggio amministrativo atteso, ma la prova di «dodici anni di ritardi del PD» e di un lavoro «impostato e portato avanti dal centrodestra» che oggi arriva al traguardo.
«Accogliamo con favore il fatto che, dopo anni di ritardi e immobilismo, la Provincia di Chieti sia finalmente riuscita a concludere gli espropri relativi alle aree delle stazioni lungo il tracciato della Via Verde», dichiara Campitelli. «Un passaggio importante che arriva grazie a un lavoro costante e concreto portato avanti dalla Regione Abruzzo, sin dal primo insediamento del governo Marsilio, che ha investito risorse enormi nella riqualificazione, nella tutela e nello sviluppo di questa infrastruttura strategica per tutto il territorio».
Campitelli elenca gli interventi regionali che, a suo giudizio, hanno inciso sul percorso: la legge sui trabocchi «oggi all’attenzione del Parlamento nazionale», la partenza del Giro d’Italia dall’Abruzzo, il Progetto Speciale Territoriale della fascia costiera, «uno strumento strategico condiviso da tutti gli enti coinvolti». Una visione che, sottolinea, «non riguarda soltanto la Via Verde, ma l’intero sistema territoriale costiero, comprese le ex stazioni ferroviarie».
Il consigliere rivendica anche gli ultimi interventi normativi, «tra cui il mio emendamento sull’installazione di nuovi chioschi», che avrebbero permesso ai Comuni «di pianificare con maggiore rapidità ed efficacia, eliminando gli ultimi ostacoli burocratici». «Oggi i risultati iniziano finalmente a vedersi. La Regione continuerà a fare la propria parte e sarà al fianco del territorio, delle comunità locali, dei cittadini e degli operatori turistici, perché investire sulla Via Verde significa creare sviluppo, occupazione e nuove opportunità non solo per la Costa dei Trabocchi ma per tutta la Regione».
Poi la ricostruzione storica, con un messaggio politico preciso: «È bene ricordare che la stessa realizzazione della Via Verde è stata finanziata dal governo regionale di centrodestra guidato dal presidente Gianni Chiodi, attraverso i fondi FAS, a dimostrazione di una visione strategica che ha consentito di trasformare un’infrastruttura dismessa in uno dei principali attrattori turistici dell’Abruzzo».
Da qui la critica alla Provincia, amministrata dal 2014 dal Partito Democratico: «Questo passaggio avrebbe potuto essere completato molto prima. Vale la pena ricordare che il 13 marzo 2014, durante l’amministrazione provinciale guidata da Enrico Di Giuseppantonio, nella quale ricoprivo il ruolo di assessore provinciale all’Urbanistica, venne sottoscritto il protocollo d’intesa tra Provincia e Rete Ferroviaria Italiana per l’acquisizione della Via Verde e per l’esercizio del diritto di prelazione sulle stazioni. Si tratta, quindi, di un percorso avviato dal centrodestra e che solo oggi giunge a compimento».
Campitelli riconosce il risultato, ma non rinuncia alla stoccata: «Sono comunque contento che il presidente della Provincia, Francesco Menna, possa esultare per questo traguardo, ancor più perché è il frutto di un lavoro impostato anni fa dal centrodestra. Dispiace però che cittadini, operatori e amministratori abbiano dovuto attendere dodici anni per vedere concretizzarsi un risultato che avrebbe potuto essere raggiunto molto prima».
Ora lo sguardo è rivolto alla gestione futura: «La vera sfida ora è mantenere questo standard di offerta, pulizia e sicurezza. Per questo, se sarà necessario, siamo pronti anche a valutare la creazione di un consorzio tra Regione, Provincia e Comuni, così da rendere ancora più rapida ed efficiente la gestione operativa e lo sviluppo futuro dell’opera».