La pm Medori: “Determinanti la professionalità dei carabinieri e la segnalazione di un cittadino”. I colpi tentati a Colonnella e Martinsicuro
TERAMO – «I carabinieri sono stati professionali e tempestivi, rendendo il lavoro della Procura molto più semplice». Così la pm Enrica Medori ha commentato l’operazione che all’alba di oggi ha portato all’arresto di sei persone accusate dei tentati assalti ai bancomat avvenuti nel marzo scorso tra Colonnella e Martinsicuro con il cosiddetto metodo della “marmotta”.
«Va sottolineata anche la prontezza del cittadino che ha immediatamente contattato il 112 – ha aggiunto la magistrata –. Operazioni come questa servono anche come deterrente e fanno capire che lo Stato c’è».
Il blitz è stato eseguito tra San Severo, Cerignola e Trinitapoli dai carabinieri della Compagnia di Alba Adriatica, supportati dalle compagnie territoriali pugliesi, dal Nucleo cinofili di Modugno, dal 6° Nucleo elicotteri di Bari e dallo Squadrone eliportato “Cacciatori Puglia”. I dettagli dell’indagine sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa dalla stessa pm Medori e dal comandante della Compagnia di Alba Adriatica, Francesco Anania.
I sei indagati sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip di Teramo Roberto Veneziano su richiesta della Procura. Devono rispondere, a vario titolo, di tentato furto aggravato in concorso ai danni di sportelli ATM, ricettazione e porto illegale di materiale esplodente.
L’inchiesta è nata dopo i due tentativi di assalto avvenuti il 25 marzo scorso a Colonnella e Martinsicuro, rispettivamente ai danni di uno sportello della banca Bdm e dell’ufficio postale.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori del Nucleo operativo e radiomobile di Alba Adriatica e della stazione di Martinsicuro, la banda avrebbe cercato di far saltare i bancomat utilizzando la cosiddetta “marmotta”, un ordigno artigianale inserito all’interno degli ATM per provocarne l’esplosione.
I colpi sarebbero però falliti grazie alla segnalazione di un cittadino e al rapido arrivo delle pattuglie sul posto. Da lì sono partite le indagini che hanno consentito ai militari di ricostruire la composizione della banda, i movimenti e il modus operandi del gruppo.
Prima di entrare in azione, infatti, il commando avrebbe rubato un’auto nella provincia di Ascoli Piceno per utilizzarla durante gli assalti e ostacolare eventuali identificazioni.
Nel corso delle attività investigative è inoltre emerso che gli indagati avevano la disponibilità di diversi congegni esplosivi, considerati potenzialmente molto pericolosi e preparati appositamente per gli assalti ai bancomat. Tutti e sei gli arrestati sono italiani e originari dell’area del Foggiano, dove questa mattina sono state eseguite le misure cautelari.