Poco prima delle 20 la centrale piazza teatina diventa teatro di botte tra ragazzi, con tanto di sedie e tavolini che volano
CHIETI – Rissa in piazza Trento e Trieste ieri sera poco prima delle venti. Davanti allo sguardo attonito dei passanti, si fronteggiano due gruppetti di ragazzi, per la maggior parte di origine tunisina. Sono poco più che ventenni. Volano sedie, tavolini e bottiglie. Un 23enne rimane ferito: ha un profondo taglio su un braccio.
Nella centrale piazza teatina piomba la Volante della Polizia. I ragazzi si dileguano, resta solo il ferito con il fratello accanto che tenta di tamponare la ferita.
A meno di due settimane dal ballottaggio per eleggere il nuovo sindaco di Chieti, l’episodio guadagna subito un posto al centro del dibattito elettorale.
“Chieti è ormai fuori controllo e la rissa fra gruppi di extracomunitari in pieno centro cittadino ne è la dimostrazione”, denunciano, Anna Lisa Bucci, responsabile regionale del Dipartimento Giustizia della Lega e Maurizio Bucci, segretario provinciale Lega Chieti. “Negli ultimi cinque anni, e in particolare negli ultimi due – sottolineano – il centro storico si è progressivamente riempito di extracomunitari e di soggetti che delinquono e creano problemi di ordine pubblico. Le manifestazioni di disagio sociale sono sotto gli occhi di tutti. Al di là degli slogan, il candidato del centrosinistra Legnini spieghi a questo punto chiaramente cosa intenda quando parla di ‘città inclusiva’: vuole forse continuare a destinare case e contenitori vuoti del centro storico a politiche che, nei fatti, non stanno garantendo né integrazione né sicurezza? Ai Chietini – concludono – chiediamo se questa sia la città che vogliono o se invece preferiscano un progetto per il futuro capace di restituire decoro, dignità e vivibilità al centro storico, valorizzando case e spazi oggi inutilizzati attraverso attività che riportino vita e sicurezza. La scelta spetta a loro”.
Interviene il candidato di centrosinistra Giovanni Legnini: “L’episodio di ieri pomeriggio in piazza Trento e Trieste, dove il rapido intervento delle forze dell’ordine ha scongiurato conseguenze peggiori, rimette al centro il tema della sicurezza urbana”, dice, “Chieti deve essere una città accogliente, sicura, ordinata e vivibile per tutti. Per questo servono più videosorveglianza, illuminazione intelligente, una presenza più efficace della Polizia locale, un coordinamento costante con Prefettura e forze dell’ordine, spazi pubblici curati e vissuti, attività aperte e piazze frequentate. La sicurezza non si costruisce soltanto con il controllo: bisogna prevenire il disagio sociale, contrastando marginalità, abbandono e illegalità, creare occasioni di inclusione, formazione e lavoro. Perché una città più coesa è anche una città più sicura. Noi vogliamo una città dove ogni persona possa sentirsi libera di vivere le piazze, i quartieri e gli spazi pubblici con tranquillità e fiducia”.
Per il candidato sindaco di centrodestra Cristiano Sicari “le immagini di quanto accaduto alla Trinità lasciano amarezza. Perché vedere scene di violenza nel cuore della città fa male a tutti, al di là delle appartenenze politiche. C’è una sensazione che molti cittadini avvertono da tempo e che oggi non possiamo più ignorare: quella di una città che, poco alla volta, rischia di perdere serenità, equilibrio e vivibilità nei suoi luoghi più importanti. Ed è proprio questo che mi preoccupa di più, l’idea che certe scene possano lentamente diventare normali. Non devono diventarlo! Chieti ha bisogno di attenzione costante, presenza e cura quotidiana. Non solo nelle grandi scelte, ma soprattutto nella tutela dei suoi spazi e della tranquillità delle persone che li vivono ogni giorno”.