Il presidente della Regione spiega la sua posizione con un lungo video sul caso degli insulti dal palco e riaccende la campagna elettorale teatina
CHIETI – “Sono quattro giorni che sento un piagnisteo particolare che proviene da Chieti, per cui avrei offeso o insultato qualcuno in piazza”. Il presidente della Regione Marco Marsilio rompe il silenzio sulla questione degli insulti nei confronti degli avversari dal palco del comizio di chiusura di Cristiano Sicari, venerdì scorso a Chieti Scalo. Lo fa attraverso un video di 8 minuti in cui spiega la sua posizione in cui accusa Legnini di fare la vittima.
Non nega, come riportato dal quotidiano il Centro, di aver dato dello “scemo” al sindaco Diego Ferrara e del “pallone gonfiato” al candidato sindaco del centrosinistra Giovanni Legnini. Ma ne chiarisce il contesto: “Orrore! In un comizio si utilizzano questi termini…” esclama in maniera ironica, per sottolineare che in campagna elettorale si va generalmente al di sopra delle righe. E a testimonianza della sua tesi, prende un foglio da un plico di carte sulla sua scrivania facendo vedere articoli di stampa della campagna elettorale per le regionali in cui Legnini correva contro di lui per la presidenza e lo definiva “na sola”, citazione dal dialetto romanesco.
Marsilio dice di collezionare un “dossier bello ricco di insulti, da fascista in giù”, che assicura di ricevere quotidianamente dagli avversari politici. E tutto questo per dire cosa, che è lecito insultare? Si chiede lo stesso presidente, rispondendo che “qualche battuta da comizio si è sempre fatta”. L’anomalia di questo caso starebbe, a suo avviso, nella cronaca fatta “da un quotidiano che evidentemente ha scelto di sostenere Legnini a viso aperto. Nulla di male, se non fosse che la cosa non viene dichiarata”.
Dopo le bacchettate al Centro, Marsilio spiega di aver dato al sindaco Ferrara dello “scemo” per indicare il fatto che “è stato meno intelligente di altri suoi colleghi, che quando hanno avuto a che fare con Rete ferroviaria italiana e grazie alla mia mediazione, si sono arricchiti. Sarà stato poco elegante dire che è il sindaco più scemo di tutti perché gli altri sono stati più furbi? Diciamo allora che è stato meno intelligente di altri, perché a Manoppello, Scafa, Alanno e San Giovanni Teatino stanno chiudendo accordi che porteranno decine di milioni di investimenti per il territorio. Chieti no”.
Marsilio nel video aggiunge di avere rispetto per Ferrara, ma poi ne sottolinea il fatto che, da capolista del Pd, è arrivato solo terzo nel suo partito: “Sono i Chietini che lo hanno bocciato. E si è capito perché non lo hanno ricandidato. Non è neanche tra i primi dieci tra i candidati che hanno preso preferenze per il consiglio comunale. Un sindaco uscente a cui non credono neanche i suoi elettori”, rilancia il presidente.
Sul “pallone gonfiato” a Legnini, spiega di aver pronunciato quelle parole per dire che si tratta di una persona “sopravvaluta”, perché non avrebbe fatto abbastanza per la città nei tanti ruoli da lui ricoperti. Marsilio ne approfitta per ricordare la sconfitta di Legnini contro di lui alle regionali e anche per dire che quel rispetto istituzionale che lo si accusa di non possedere dopo il comizio, lo avrebbe invece dimostrato nei fatti. Perché quando Legnini è stato nominato commissario alla ricostruzione in Abruzzo, “io sono stato in silenzio a lavorare con lui, rispettando il governo che lo aveva nominato”.
Marsilio chiude il video con un “buona fortuna all’amico Giovanni Legnini. Se riesci a convincere la maggioranza dei Chietini, sarai sindaco e troverai un presidente di Regione che sta lavorando molto per Chieti. Però vai a cercare voti spiegando cosa vuoi fare per la città, quello che magari non hai fatto nei 15 o 20 anni precedenti, ma non fare la vittima del fascista che ti ha maltrattato dal palco. Se vuoi continuare perché non hai altri argomenti, accomodati pure, i Chietini sapranno valutare e giudicare”.
E così si riaccende la campagna elettorale teatina.