Teramo, spunta dal terreno un antico fregio del ‘500: era stato rubato da una chiesa delle Marche

27 Maggio 2026
1 minuto di lettura

Il ritrovamento dei carabinieri in contrada Carapollo. L’opera d’arte, che raffigura un angelo, era stata rubata dal portale della Chiesa del Santissimo Crocifisso di Monterubbiano.

TERAMO – Una pietra squadrata che affiorava appena da un cumulo di terriccio nero, di quello usato comunemente per le piante in vaso. Sembrava un detrito qualunque in uno slargo di contrada Carapollo, a Teramo. E invece, sotto quella terra, si nascondeva un prezioso pezzo di storia dell’arte sacra risalente alla fine del Cinquecento, rubato anni fa da una chiesa marchigiana e finalmente recuperato dai carabinieri del Comando provinciale di Teramo.

Il singolare ritrovamento risale allo scorso mese di marzo, quando l’occhio attento dei militari, impegnati in un normale servizio di controllo del territorio, è caduto su quella porzione di pietra arenaria. Scavando con cura per liberarla dal terreno, è emerso un fregio architettonico a forma di parallelepipedo: al centro della scultura spicca il volto di un uomo, verosimilmente un Angelo, affiancata da due volute a spirale. La roccia presentava una frattura, segno evidente di uno “strappo” forzato dalla sua collocazione originale.

Per evitare la dispersione del bene, i carabinieri lo hanno immediatamente posto sotto sequestro, avviando accertamenti d’intesa con il Nucleo Tutela patrimonio culturale (Tpc) dell’Aquila e sotto il coordinamento della Procura di Teramo. Nel proseguire l’attività investigativa, i sospetti si sono indirizzati fuori regione, precisamente nelle Marche, nell’area del Fermano.

Incrociando i dati con la stazione carabinieri di Monterubbiano (Fermo), è emerso il tassello mancante: una denuncia formalizzata l’11 agosto 2023 da Massimo Sgrilli, Priore della Confraternita del Santissimo Crocifisso. L’uomo aveva denunciato il furto, perpetrato in un ampio arco temporale tra il 2002 e il 2019, proprio della scultura che adornava il timpano della facciata principale del portone d’ingresso dell’omonima chiesa sita in contrada Crocefisso a Monterubbiano.

Il luogo di culto, eretto nel 1590 per volere di Monsignor Paolo Pagani e gestito da allora dalla Confraternita, nel corso degli anni Novanta e dei primi anni Duemila aveva versato in stato di abbandono, diventando preda di ladri che ne avevano asportato molteplici opere tra dipinti, arredi e sculture.

Per azzerare ogni dubbio sulla corrispondenza del bene, gli addetti ai rilievi del Nucleo investigativo del comando provinciale di Teramo hanno eseguito un accertamento tecnico di analisi comparativa metrica e proporzionale tra il fregio rinvenuto e l’immagine campione presente nella banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti del Comando Tpc.

La compatibilità è emersa in modo palese: l’opera è perfettamente coerente con l’epoca di costruzione della chiesa e, per conformazione e caratteristiche metriche, si incastra al millimetro nella nicchia del portale rimasta vuota dopo il furto. La chiesa del Santissimo Crocifisso, dopo una radicale opera di restauro e circa 30 anni di chiusura, è stata riaperta al culto il 4 maggio 2025.

Ora, a seguito delle risultanze investigative, la Procura l ha disposto la restituzione del bene, che è stato ufficialmente riconsegnato nelle mani del priore della Confraternita per essere finalmente riposizionato dove è rimasto per più di 500 anni.


Altro da

Non perdere