Dal 29 maggio al 13 giugno la prima edizione del festival promosso da Luzmek con giovani protagonisti del jazz italiano contemporaneo
TERAMO – Nove concerti tra abbazie, chiostri, teatri e luoghi simbolo dell’Abruzzo per dare spazio alla nuova scena jazzistica italiana. Nasce così “Abbazie Jazz Festival – Next Gen”, il nuovo progetto culturale promosso dall’associazione Luzmek nell’ambito del programma “Per chi crea”, sostenuto da Siae e ministero della Cultura.
La prima edizione si svolgerà dal 29 maggio al 13 giugno 2026 e rappresenta l’evoluzione del Festival concerti delle abbazie e di Abbazie summer festival. L’obiettivo è creare occasioni concrete di visibilità e produzione artistica per i giovani musicisti del jazz contemporaneo.
Il festival attraverserà diversi centri del Teramano, tra cui Castel Castagna, Cellino Attanasio, Canzano, Morro d’Oro e Roseto degli Abruzzi, proponendo spettacoli che spaziano dal piano solo alla fusion contemporanea, fino alle contaminazioni elettroniche e agli omaggi ai grandi maestri del jazz.
Ad aprire la rassegna, venerdì 29 maggio alle 21 all’abbazia di Santa Maria di Ronzano, sarà il pianista Davide Rasetti con un concerto in piano solo. Sabato 30 maggio alle 18 appuntamento al teatro Santo Spirito con gli Space Dementia, mentre lunedì 1° giugno andrà in scena “Open Letter to Mingus”, progetto dedicato a Charles Mingus.
Il 2 giugno doppio evento: alle 11 al Micà Bistrot il duo Metamorfosi con Valeria Mancini e Mattia Parissi, mentre alle 18 nel chiostro dell’Abbazia di Propezzano spazio al Pietro Pancella Trio. Il 3 giugno alle 21 la chiesa Russicum di Villa Paris ospiterà il Fabio Della Cuna Quartet.
Il programma proseguirà il 7 giugno al Giardino del Castellano di Canzano con la Matteo Grandoni Elektric Band, il 12 giugno alla tenuta Cerulli Spinozzi con il Tangram Project e si concluderà il 13 giugno nel chiostro dell’abbazia di Propezzano con il concerto dei Nugara feat. Anais Drago.
«Abbazie Jazz Festival – Next Gen nasce dalla volontà di offrire uno spazio reale ai giovani musicisti, non come semplice vetrina, ma come parte integrante di un progetto culturale strutturato – spiega il direttore artistico Carlo Michini – Vogliamo mettere in relazione artisti emergenti, pubblico e territorio, valorizzando luoghi straordinari dell’Abruzzo attraverso una musica capace di parlare al presente e guardare al futuro».