Riforma idrica, Teramo alza le barricate: «Bollette più care, sarà una stangata per noi»

21 Maggio 2026
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Il sindaco D’Alberto e il consigliere Malavolta contestano il progetto regionale: stimati rincari fino al 20% per gli utenti teramani

TERAMO – Un fronte istituzionale compatto per chiedere lo stop alla riforma regionale del sistema idrico integrato prima del voto previsto in Consiglio regionale il 26 maggio. A lanciare l’allarme sono il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto e il consigliere comunale di maggioranza Luca Malavolta, che parlano apertamente del rischio di una “stangata” economica per il territorio teramano.

Al centro delle critiche c’è il progetto di accorpamento del servizio in un massimo di due macro-gestori regionali, con la conseguente armonizzazione delle tariffe. Una prospettiva che, secondo gli esponenti del centrosinistra, finirebbe per penalizzare proprio la provincia considerata tra le più virtuose d’Abruzzo per qualità delle reti e gestione del servizio idrico.

Secondo le stime diffuse durante l’incontro, gli utenti teramani potrebbero subire aumenti in bolletta compresi tra il 10% e il 20%, per un aggravio complessivo stimato tra i 5 e i 10 milioni di euro all’anno sull’intero territorio provinciale. Per il solo Comune di Teramo l’incremento potrebbe arrivare fino a circa 2 milioni di euro.

Nel mirino anche il possibile deprezzamento delle quote comunali detenute in Ruzzo Reti, quantificato in circa 14 milioni di euro, oltre al timore che gli utenti teramani si trovino a finanziare, attraverso una tariffa unica regionale, la manutenzione di infrastrutture molto più obsolete presenti in altre province abruzzesi.

D’Alberto punta il dito anche contro quello che definisce uno spostamento del peso decisionale verso l’asse Pescara-L’Aquila e annuncia una mobilitazione politica e istituzionale per contrastare la riforma.

Da Teramo arriva inoltre una proposta alternativa articolata in quattro punti: mantenimento temporaneo degli attuali operatori provinciali per salvaguardare gli equilibri economici locali; pubblicazione immediata della relazione tecnica Ersi; un percorso decennale di convergenza per uniformare la qualità delle reti regionali; e solo successivamente, una eventuale valutazione sul gestore unico, subordinata però al raggiungimento degli standard oggi garantiti dal territorio teramano.

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