Il capogruppo dem Piero Giampietro denuncia un possibile affidamento ai privati dei sette asili nido comunali e ritardi nella pubblicazione dei bandi per le iscrizioni. “Si smantella il sistema pubblico e si precarizza il personale”. Preoccupazioni anche per le famiglie: tre strutture chiuderanno a luglio per lavori e non è ancora chiaro dove saranno trasferiti i bambini
PESCARA – Il futuro dei sette asili nido comunali di Pescara torna al centro dello scontro politico. Il Partito Democratico accusa la giunta Masci di voler avviare una riorganizzazione che, secondo l’opposizione, aprirebbe la strada a una gestione interamente privata del servizio, con ricadute pesanti su personale, famiglie e qualità dell’offerta educativa. A lanciare l’allarme è il capogruppo dem Piero Giampietro, che parla di un progetto che rappresenta«un passo indietro di decenni».
“Il disegno che la giunta Masci ha prospettato ai sindacati sulla riorganizzazione dei 7 asili nido comunali ha una direzione: privatizzazione. Che vorrebbe dire smantellamento del sistema educativo pubblico, precarizzazione del personale delle cooperative, inevitabile aumento delle tariffe”, afferma Giampietro.
Oggi il Comune gestisce direttamente un solo nido, mentre gli altri sei sono affidati a cooperative tramite appalto, sotto controllo pubblico. Secondo il Pd, l’ipotesi avanzata dal sindaco ai sindacati sarebbe invece quella di affidare tutti e sette i nidi in concessione a soggetti privati, determinando — sostengono i dem — «il totale disimpegno del Comune dalla gestione».
Una scelta che, secondo Giampietro, metterebbe a rischio «l’esperienza e la professionalità delle educatrici e degli operatori comunali» e renderebbe «estremamente precario il lavoro delle circa 60 persone che oggi operano nelle cooperative», perché il rischio d’impresa ricadrebbe interamente sui concessionari privati.
Le ricadute riguarderebbero anche le famiglie: «Senza dubbio si rischia l’aumento sensibile delle tariffe», avverte il Pd, che teme anche che i nuovi nidi finanziati con fondi Pnrr, costruiti in parte sacrificando aree verdi, «finirebbero nelle mani dei privati».
Il gruppo dem ricorda inoltre che il sistema attuale «funziona» e che «solo pochi mesi fa è stato completato un concorso per assumere altri educatori e un coordinatore psico‑pedagogico, figure centrali per un sistema di qualità». Con l’aumento del numero dei nidi, sostengono i consiglieri, il Comune avrebbe la possibilità di gestirne direttamente almeno due, favorendo l’integrazione tra nidi e scuole dell’infanzia nei cosiddetti poli 0‑6 anni, «alla quale la giunta Masci ha sempre mostrato allergia».
Ma la denuncia riguarda anche la gestione ordinaria. «A luglio chiuderanno tre nidi comunali per interventi edilizi, e a breve scadranno anche gli appalti per la loro gestione», spiegano i dem. «Siamo a giugno e non c’è ancora traccia dell’avviso per l’ammissione dei bambini e per la riammissione di quelli che già frequentano. I genitori non sanno dove saranno trasferiti i bambini dei nidi Raggio di Sole, Bruco e Aquilone».
Il Pd segnala inoltre che solo ieri il Consiglio comunale ha approvato lo stanziamento di 350 mila euro per gli arredi dei nuovi nidi, «con il centrodestra senza neppure i numeri sufficienti per garantirne l’approvazione con maggioranza qualificata, obiettivo raggiunto solo grazie alla nostra presenza in aula».
La domanda che arriva dalle famiglie è semplice e urgente: i nidi apriranno regolarmente il primo settembre?
«A questo punto — conclude Giampietro — è necessario che la giunta dia risposte non più rinviabili».