Quattro nuovi arresti per gli scontri a Pescara dopo la retrocessione, coinvolto anche un minorenne

11 Maggio 2026
1 minuto di lettura
Foto dalla Pagina Facebook del Pescara Calcio

La Digos ha identificato altri responsabili grazie alle immagini di videosorveglianza. Proseguono gli accertamenti dopo la notte di violenza dei tifosi

PESCARA – Nuove informazioni arrivano sugli scontri che hanno scosso Pescara venerdì sera, subito dopo la partita che ha decretato la retrocessione della squadra in Serie C. La Digos ha infatti eseguito quattro nuovi arresti in flagranza differita, che si aggiungono ai due effettuati subito dopo i fatti. Tra i fermati risulterebbe anche un minorenne, secondo quanto trapela dalle prime informazioni.

Gli arrestati sono tifosi accusati, a vario titolo, di danneggiamento, lancio di oggetti pericolosi, travisamento, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Le identificazioni sono state rese possibili grazie alla visione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, che hanno permesso agli investigatori di ricostruire con precisione i momenti più critici della protesta.

Secondo le stime, oltre 500 persone avrebbero partecipato alla violenta contestazione esplosa fuori e dentro lo stadio Adriatico. Il bilancio parla di una decina di agenti feriti, mentre i sindacati di polizia hanno ricostruito un quadro particolarmente grave: 126 bombe carta lanciate dalla tifoseria e 72 lacrimogeni utilizzati dalle forze dell’ordine per disperdere i gruppi più facinorosi.

La Digos prosegue ora con ulteriori accertamenti per individuare altri possibili responsabili e chiarire ogni fase degli scontri. Le indagini restano aperte e potrebbero portare a nuovi sviluppi nelle prossime ore.

Altro da

Non perdere