Negozi che chiudono e attività in calo: l’Abruzzo perde 4.500 autonomi

11 Maggio 2026
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Serrande chiuse in Abruzzo

Secondo un’indagine di Confesercenti, dal 2019 al 2025 in Abruzzo spariti 4.465 lavoratori autonomi tra commercio, turismo e ristorazione. Il calo è del 14,9%, in linea con il dato nazionale. Il settore più colpito è il commercio al dettaglio, sempre più schiacciato dalla crisi dei consumi e dall’e-commerce.

L’AQUILA – In sei anni l’Abruzzo ha perso quasi 4.500 lavoratori autonomi tra commercio e turismo. Un’emorragia silenziosa che continua a svuotare negozi, attività familiari e imprese legate all’accoglienza, fotografando una crisi che non rallenta e che colpisce soprattutto il commercio al dettaglio.

Secondo un’indagine di Confesercenti elaborata sui dati camerali relativi a commercio, filiera turistica, alloggio, ristorazione e agenzie di viaggio, gli autonomi attivi in Abruzzo sono passati dai 30.017 del 2019 ai 25.522 del 2025. Il saldo è negativo per 4.465 lavoratori, con una flessione del 14,9%.

Un dato sostanzialmente in linea con quello nazionale, dove il calo registrato è del 14,1%. Peggio fanno le regioni del Centro Italia, che segnano un -19,4%, mentre il Nord si attesta a -15,6% e il Mezzogiorno a -9,3%.

Il comparto più colpito è quello del commercio al dettaglio. A livello nazionale la diminuzione degli autonomi nel settore raggiunge infatti il 16,6%, confermando le difficoltà sempre più evidenti per piccoli negozi e attività tradizionali, schiacciati tra aumento dei costi, concorrenza dell’e-commerce e riduzione dei consumi.

L’indagine evidenzia dunque una trasformazione profonda del tessuto economico locale, con effetti diretti soprattutto nei centri urbani e nei piccoli comuni, dove la chiusura delle attività commerciali rischia di impoverire ulteriormente il territorio anche dal punto di vista sociale oltre che economico.

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