Il governatore Marsilio rivendica il lavoro sulle aree interne e propone l’Abruzzo come territorio pilota nelle nuove strategie europee per contrastare la fuga dai piccoli comuni
BRUXELLES – L’Abruzzo punta a un ruolo guida nelle nuove politiche europee contro lo spopolamento. Alla presentazione della strategia Ue dedicata al “diritto di restare”, ospitata oggi al Parlamento europeo, il presidente Marco Marsilio ha rilanciato l’esperienza regionale sulle aree interne e la disponibilità a diventare territorio pilota.
«Il diritto di restare è un tema a noi molto caro», ha ricordato Marsilio, spiegando come la Regione abbia «iniziato a lavorarci fin dall’inizio del mio mandato, con una legge contro lo spopolamento delle aree montane e interne, che presto rifinanzieremo per darle nuovo vigore».
Per il governatore, il riconoscimento europeo rappresenta un passaggio di rilievo: «È importante che dai massimi vertici delle istituzioni europee venga riconosciuto il diritto delle popolazioni a restare, vivere e lavorare per scelta nel luogo che chiamano casa, attraverso servizi, infrastrutture, connessioni, trasporti e sanità».
Marsilio ha insistito anche sul rapporto tra mobilità e opportunità: «Il diritto di muoversi è fondamentale, ma deve restare una scelta, non una costrizione dovuta alla mancanza di opportunità, studio, lavoro o salute».
Da qui la candidatura dell’Abruzzo a regione sperimentale: «Porteremo l’esperienza di un territorio con centinaia di piccoli comuni montani e frazioni. Ci candidiamo a essere regione pilota per sperimentare queste politiche».
All’incontro erano presenti anche la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti, il ministro delle Finanze cipriota Makis Keravnos e la presidente del Comitato europeo delle Regioni, Kata Tüttő.