Un pareggio a Termoli non basta all’Aquila per agganciare i playoff

3 Maggio 2026
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Termoli L'Aquila Calcio

Galdo illude i molisani e Sparacelli firma il pareggio. Il risultato non basta ad accedere ai playoff

TERMOLI – Finisce con un pareggio che sa di resa la stagione dell’Aquila, un epilogo che lascia in città la sensazione di un’occasione perduta. Al Gino Cannarsa di Termoli i rossoblù strappano l’1-1 solo nel finale, grazie al solito Sparacello, autore del suo diciottesimo gol stagionale, ma il punto non basta: il Notaresco, forte della migliore differenza reti negli scontri diretti, conquista l’ultimo posto utile per i playoff e condanna la formazione del capoluogo abruzzese a chiudere al sesto posto.

È la conclusione di un campionato che aveva promesso molto e mantenuto poco. Dopo un girone d’andata incoraggiante, la squadra di Mauro Chianese ha vissuto un ritorno in caduta libera, smarrendo certezze e ritmo. Per la prima volta da quando L’Aquila è tornata in Serie D, la stagione si chiude senza la partecipazione agli spareggi promozione, obiettivo minimo fissato a inizio anno e mai realmente raggiunto.

Il pomeriggio di Termoli è stato un concentrato di speranze e delusioni. Mentre Sparacello firmava al 90’ il gol del pareggio, Forcini pareggiava per il Notaresco ad Ancona, fissando la classifica a 51 punti per entrambe le abruzzesi.

La partita ha raccontato un copione già visto: al 10’ Galdo porta avanti il Termoli con un colpo di testa su assist di Tracchia. Mantini e Pandolfi ci provano, poi Sparacello sfiora il pari su punizione prima dell’intervallo. Nella ripresa è assalto rossoblù: Touré, Ruggiero e Tavčar mancano di poco il bersaglio, fino al 90’, quando Bellardinelli serve Sparacello che al volo insacca l’1-1. Troppo tardi per cambiare il destino.

Il pareggio sancisce la fine di una stagione ben al di sotto delle aspettative. Budget importante, ambizioni alte, ma risultati deludenti. Ora il club dovrà ripartire, ricostruendo certezze e identità in vista di un campionato di Serie D che si conferma tra i più difficili d’Italia. Una chiusura che invita alla riflessione più che alla rabbia, e che segna la necessità di tornare alle basi: lavoro, equilibrio e spirito di squadra.

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