Cantieri e strade rotte. Carrozzine Determinate denuncia: “Pescara inaccessibile per i disabili”

29 Aprile 2026
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Il presidente Ferrante fa l’elenco delle criticità e chiede all’amministrazione interventi concreti e rapidi

PESCARA – Cantieri, barriere architettoniche e strade interrotte. Tra lavori e chiusure, Pescara sta diventando sempre meno accessibile alle persone con disabilità, come denuncia Claudio Ferrante, presidente dell’associazione Carrozzine Determinate: “In diverse aree interessate da lavori pubblici, i marciapiedi risultano completamente interrotti, senza alcun percorso alternativo sicuro. Le persone con disabilità, ma anche anziani, genitori con passeggini, bambini sono costretti a muoversi sulla carreggiata, tra veicoli in transito” dice.

“In via D’Annunzio, per la ristrutturazione del teatro Michetti, le transenne hanno di fatto reso impossibile il passaggio sul marciapiede. Stessa situazione all’angolo con via Conte di Ruvo, dove il cantiere occupa completamente il marciapiede, obbligando i pedoni a procedere sulla carreggiata. Criticità analoghe anche nei pressi di Via Orazio”.

E ancora: “All’incrocio con via Bastioni si aggiunge un ulteriore problema: una rampa realizzata in modo inadeguato e con una pendenza eccessiva rappresenta un rischio concreto per l’incolumità delle persone in carrozzina che trovano in prossimità anche attraversamenti pedonali che terminano contro marciapiedi privi di scivoli rendono impossibile la continuità del percorso accessibile”.

“Il risultato è un centro urbano in cui l’accessibilità è gravemente compromessa tra cantieri mal gestiti e percorsi interrotti. Tutto ciò appare in contrasto con le normative vigenti in materia di sicurezza e accessibilità e Codice della Strada, che impongono l’obbligo di garantire percorsi alternativi sicuri in presenza di cantieri urbani”.

Quindi conclude: “Chiediamo un intervento immediato e risolutivo da parte dell’amministrazione comunale, in particolare del sindaco Masci e dell’assessore Gianna Camplone, al fine di ripristinare condizioni minime di sicurezza e accessibilità. Se così non sarà, ci riserviamo di intervenire a tutela dei diritti delle persone con disabilità, anche attraverso l’organizzazione di iniziative eclatanti”.

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