La Sezione Centrale d’Appello della Corte dei Conti ha riformato la precedente decisione del 2024 e ha ritenuto legittima la revoca dell’incarico a Livio Feragalli: “Resta il rammarico per l’esborso di soldi pubblici”
SAN GIOVANNI TEATINO – L’ex sindaco di San Giovanni Teatino Luciano Marinucci è stato assolto dalla Sezione Centrale d’Appello della Corte dei Conti dall’accusa di danno erariale legata al presunto demansionamento del comandante della Polizia locale, Livio Feragalli. La decisione ribalta la sentenza di primo grado che nel 2024 aveva condannato Marinucci a risarcire il Comune per circa 60mila euro.
La vicenda riguarda la revoca dell’incarico al comandante, firmata dall’allora primo cittadino. Secondo quanto riferito nel corso di una conferenza stampa dallo stesso Marinucci, oggi consigliere regionale, la Corte d’Appello ha stabilito che il dipendente non possedeva i requisiti per essere nominato comandante e che l’incarico poteva avere solo carattere temporaneo.
Per questo motivo, i giudici hanno ritenuto legittimo il provvedimento di revoca e hanno escluso l’esistenza di un danno per l’erario. Nella motivazione, secondo quanto riferito, sarebbe stato inoltre escluso che la condotta dell’ex sindaco fosse connotata da dolo o colpa grave.
Marinucci, assistito dall’avvocato Alessandro Di Sciascio, ha parlato di una vicenda che avrebbe pesantemente inciso sulla sua immagine politica. “I 38 anni di attività politica – ha detto – sono stati messi in cattiva luce da un’azione denigratoria portata avanti in piena campagna elettorale. Si evince chiaramente che non c’è stato nessun demansionamento”.
L’ex sindaco ha aggiunto che, se la causa aveva in passato prodotto un danno erariale, “oggi questo danno non esiste più”, pur esprimendo rammarico per “l’avvenuto esborso di soldi pubblici a favore di un dipendente che, è stato chiarito, non aveva subito alcun torto”.
Di Sciascio ha sottolineato come il giudice d’appello abbia riconosciuto la legittimità del decreto di revoca, escludendo qualsiasi danno all’erario. La sentenza chiude così uno dei capitoli giudiziari più delicati legati all’amministrazione Marinucci.