Riforma servizio idrico, D’Alberto: “Teramo rischia una nuova penalizzazione”

25 Maggio 2026
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Il sindaco chiama all’unità i consiglieri regionali teramani contro la riforma del servizio idrico: “Difendiamo il territorio”

TERAMO – Il giorno decisivo per la riforma del servizio idrico si avvicina e da Teramo arriva un nuovo richiamo contro il progetto della Regione. Alla vigilia dell’approdo della legge in consiglio regionale, il sindaco di Gianguido D’Alberto lancia un appello ai consiglieri regionali teramani chiedendo un fronte comune per difendere il territorio da quella che definisce «l’ennesima spoliazione» a vantaggio dell’asse L’Aquila-Pescara.

Secondo il primo cittadino, il testo uscito dalle commissioni competenti rischia di colpire proprio il territorio che oggi viene considerato tra i più virtuosi nella gestione del servizio idrico. D’Alberto parla di «delega in bianco» alla giunta regionale e all’Ersi e sostiene che, sia nell’ipotesi di due sub-ambiti sia in quella di un unico ambito regionale, il Teramano finirebbe per subire aumenti tariffari senza reali miglioramenti del servizio.

Il sindaco richiama anche l’unità mostrata dai primi cittadini all’interno dell’Assi (l’assemblea dei sindaci per il servizio idrico), chiedendo di superare le appartenenze politiche: «Ci si unisca tutti a difesa della nostra comunità», afferma, ribadendo che la governance deve restare a Teramo in virtù dell’esperienza maturata dalla Ruzzo Reti.

Nel mirino di D’Alberto finisce anche il governo regionale guidato da Marco Marsilio. Per il sindaco, la riforma del sistema idrico si inserisce in un quadro più ampio che comprende sanità e legge elettorale, con il rischio di marginalizzare progressivamente la provincia di Teramo. Il riferimento è alla rete ospedaliera regionale, che secondo il primo cittadino favorirebbe L’Aquila e Pescara, e alla proposta del collegio unico per le elezioni regionali, ritenuta penalizzante per la rappresentanza del territorio teramano.

D’Alberto sottolinea inoltre di aver portato la questione anche all’Anci insieme al presidente della Provincia Camillo D’Angelo, attraverso un documento congiunto. «Teramo non accetterà ulteriori penalizzazioni», ribadisce il sindaco, convinto che la battaglia possa unire l’intera provincia.

Il primo cittadino critica infine anche il metodo seguito nell’iter legislativo, denunciando un coinvolgimento «solo di facciata» degli enti locali. Per questo ha scritto ufficialmente al presidente del consiglio delle autonomie locali chiedendo il coinvolgimento diretto del Cal nell’esame del progetto di legge e nell’espressione del relativo parere.


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