In consiglio regionale si discute la proposta di Scoccia, D’Incecco e Mannetti. Paolucci e Blasioli: “Fondi insufficienti”
L’AQUILA – Arriva oggi in consiglio regionale la legge salva-edicole presentata dai consiglieri Vincenzo D’Incecco, Marianna Scoccia e Carla Mannetti. Ieri però, Blasioli e Paolucci (Partito democratico), hanno annunciato la presentazione di 70 emendamenti, evidenziando tra le altre cose l’insufficienza dei fondi.
“Le edicole rappresentano un importante luogo di incontro e scambio culturale – spiegano i due -. Oltre a costituire un’importante fonte di reddito per microimprenditori locali, sono un vero e proprio punto fermo della nostra geografia urbana, che consente ai cittadini di restare connessi con il mondo esterno. Questo vale in particolar modo per le aree interne dove, specie per la fascia di popolazione più anziana e meno alfabetizzata digitalmente, rappresentano spesso l’unico modo per accedere all’informazione e restare aggiornati sugli eventi e le dinamiche che accadono intorno”
E ancora: “Per rendere la legge efficace e cogliere pienamente le necessità degli edicolanti abruzzesi ci sono aspetti che vanno corretti. L’articolo 128-ter, infatti, si limita in gran parte a declinare il supporto della Regione solo nell’ambito della formazione/aggiornamento professionale, della promozione di reti e dell’innovazione. E vi è solo una mera enunciazione di principio sugli incentivi per le nuove aperture nei piccoli comuni e nelle aree interne. Manca, infatti, qualsiasi ipotesi di sostegno alle spese di gestione. Su questo abbiamo depositato un emendamento specifico”
Poi proseguono: “Manca, poi, qualsiasi riferimento alle modalità con cui affrontare la direttiva Bolkestein che riguarda le edicole situate su suolo pubblico, come gli stabilimenti balneari. In Abruzzo, secondo le stime aggiornate a dicembre 2025, ci sono 380 rivendite. Di queste 18 sono stagionali. Molti edicolanti lottano ogni giorno per mantenere aperta l’attività: ci sono edicole che pur impegnando il lavoro di un’intera famiglia alla fine del mese registrano come utile un solo stipendio. Ecco perché crediamo che la somma di 100 mila euro, individuata nella versione finale della proposta di legge della maggioranza, seppur aumentata rispetto a quella presentata in commissione, che si attestava a 50mila euro, sia irrisoria”.
Infine concludono: “Nei nostri emendamenti, inoltre, abbiamo inserito la creazione di un fondo di circa 20mila euro da destinare ai comuni al fine di procedere all’acquisto di edicole dismesse per destinarle ad attività culturali, sedi condivise di associazioni, iniziative artistiche, biblioteche pubbliche di strada, iniziative educative e sociali”.