Ferretti (Atri), Dell’Orletta (Pineto) e Nugnes (Roseto degli Abruzzi) contestano il documento inviato al Tar: “Non risponde ai quesiti, è riferito a un altro procedimento”
ATRI – Va avanti lo scontro istituzionale sul progetto del coinceneritore della Net Energy previsto in contrada Stracca, nella frazione di Casoli di Atri. I sindaci di Piergiorgio Ferretti (Atri), Alberto Dell’Orletta (Pineto), e Mario Nugnes (Roseto degli Abruzzi), hanno contestato la relazione istruttoria depositata dalla Regione Abruzzo al Tar dell’Aquila, definendola «errata» e non rispondente alle richieste del tribunale.
Al centro della vicenda, c’è il ricorso presentato da 38 famiglie residenti nella zona insieme al Comune di Atri, con il sostegno delle amministrazioni di Pineto e Roseto. Il Tar aveva chiesto chiarimenti dettagliati sull’iter autorizzativo dell’impianto, in particolare su quanto avvenuto prima, durante e dopo la conferenza dei servizi.
Secondo i tre sindaci, però, la Regione avrebbe prodotto una relazione che «non solo è scorretta nella forma, ma fa riferimento a un procedimento diverso», senza entrare nel merito dei quesiti posti dai giudici. Una circostanza che i primi cittadini definiscono un errore procedurale «che rasenta l’assurdo».
Il progetto riguarda un impianto destinato a bruciare residui industriali della Neodecortech S.p.A., inclusi materiali contenenti sostanze considerate pericolose, come formaldeide e nonilfenoli. Ed è proprio su questo punto che si riversa una delle principali preoccupazioni delle amministrazioni locali, insieme alla possibilità che l’impianto possa trattare rifiuti provenienti anche da soggetti terzi.
Per i sindaci Ferretti, Dell’Orletta e Nugnes, questo scenario rischia di trasformare il coinceneritore in un «cavallo di Troia», capace di aggirare il Piano regionale dei rifiuti e aumentare la pressione ambientale su un’area già segnata da insediamenti industriali.
Tra le criticità evidenziate ci sono anche la «mancanza di una valutazione sull’effetto cumulativo delle emissioni e le incertezze sui sistemi di monitoraggio, soprattutto in prossimità dei centri abitati».
I tre sindaci confermano l’intenzione di proseguire la battaglia in tutte le sedi giudiziarie. L’obiettivo, sottolineano, è «tutelare la salute dei cittadini e garantire trasparenza nell’azione amministrativa».