Il provvedimento ha ridotto l’area protetta da 1.148 a 24 ettari, ma secondo il Ministero presenterebbe profili di illegittimità. L’appello a Marsilio
ROSETO DEGLI ABRUZZI – Si complica il caso della Riserva del Borsacchio, al centro di una nuova contestazione istituzionale dopo il drastico ridimensionamento deciso dalla Regione Abruzzo. A renderlo noto, nel corso di una conferenza stampa a Pescara, sono state l’Associazione Guide del Borsacchio e il Wwf Abruzzo, che hanno illustrato il parere dell’Ufficio legislativo del Ministero dell’Ambiente sulla legge regionale n. 35/2025.
Il provvedimento ha ridotto l’area protetta da 1.148 a 24 ettari, ma secondo il Ministero presenterebbe profili di illegittimità, in quanto in contrasto con gli articoli 117 e 118 della Costituzione e con la legge quadro sulle aree protette. Tra le criticità evidenziate, anche il “perimetro provvisorio” e l’assenza di un confronto con gli enti locali, oltre al mancato rispetto dell’impegno assunto dalla Regione di non modificare i confini prima della conclusione dell’iter.
Le associazioni parlano di una nuova bocciatura per la Giunta regionale e, attraverso il legale Francesco Paolo Febbo, segnalano il rischio di un vero e proprio caos giuridico: la riduzione dell’area avrebbe già consentito interventi edilizi che, in caso di incostituzionalità retroattiva, potrebbero risultare abusivi.
Sul tavolo resta la proposta sostenuta da 32mila firme: approvare immediatamente il Piano di Assetto Naturalistico sul perimetro originario, già adottato dal Comune di Roseto. L’appello è rivolto al presidente Marco Marsilio, affinché si apra un confronto tecnico per garantire certezza normativa e tutela ambientale.