Marina Terragni a Vasto per accertare le condizioni dei minori che sono ancora nella casa famiglia di Vasto: “Non do la croce a loro, ma spesso si ritrovano con situazioni delicate senza strumenti adeguati”
VASTO – “Non voglio assolutamente dare la croce agli assistenti sociali, ma sicuramente esiste un problema di formazione. Si ritrovano spesso a che fare con situazioni molto delicate senza avere gli strumenti adeguati.”
Così la Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni, poco prima di entrare nella casa famiglia di Vasto dove dal novembre 2025 vivono i tre figli della cosiddetta “famiglia nel bosco”.
La visita della Garante arriva dopo la notizia, riferita nei giorni scorsi da una zia, secondo cui uno dei bambini si sarebbe rifiutato di mangiare. “C’è arrivata adesso questa novità – ha spiegato Terragni – e voglio accertare la situazione.”
Terragni ha insistito sulla necessità di un approccio più competente e sensibile da parte dello Stato: “Quando lo Stato, rappresentato da un’assistente sociale, si avvicina a una famiglia deve adattarsi. Ci dev’essere competenza per capire. Se si crea tra loro una difficoltà insuperabile, magari si prova a cambiare l’assistente sociale.”
La Garante ha poi riflettuto sulle conseguenze psicologiche del distacco familiare: “Come usciranno i bimbi quando usciranno da qui? Traumatizzati, ma non lo dico io: lo dicono i luminari della psichiatria di questo Paese.” Nel suo “mondo ideale”, ha aggiunto, lo Stato dovrebbe prendersi carico non solo dei minori, ma del nucleo familiare nel suo insieme: “Gli dà non un antagonista, ma una specie di familiare, di amico, che segue la famiglia ed entra a far parte del loro menage, correggendo la rotta dove va fatto.”
Poco prima dell’arrivo della Garante, la zia e la nonna dei bambini avevano lasciato la struttura; il padre oggi non era presente. “Spero che questa storia si risolva velocemente, con il minor danno possibile per i minori”, ha concluso Terragni.