Nuova tecnica alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti: mamma, papà e neonato protagonisti di un parto più umano e naturale anche in sala operatoria
VASTO – Si chiama Gioele il primo bambino venuto alla luce all’ospedale “San Pio” di Vasto con la tecnica del parto cesareo dolce, una modalità innovativa che mette al centro l’esperienza di madre, neonato e famiglia. È un intervento chirurgico a tutti gli effetti, ma vissuto con un approccio più umano, che riduce la distanza tra cesareo e parto naturale.
La differenza sta tutta nella filosofia che guida la procedura: il papà può assistere alla nascita, accanto alla madre, e il bambino viene posto subito sul torace materno, per favorire il contatto pelle a pelle, la termoregolazione, il conforto e l’avvio precoce dell’allattamento. L’estrazione lenta del feto rispetta i tempi biologici del neonato, aiutandolo ad adattarsi con gradualità alla vita fuori dall’utero.
Dietro questa novità c’è un lavoro di squadra che coinvolge diverse competenze: chirurghi, ostetriche, anestesisti e neonatologi collaborano in sintonia per garantire sicurezza clinica e, allo stesso tempo, uno spazio più umano alla nascita. Il team che ha reso possibile il primo “cesareo dolce” a Vasto era guidato dal direttore di Ostetricia e Ginecologia Gabriele D’Egidio e dalla ginecologa Roberta Morelli, con la coordinatrice ostetrica Filomena Carlucci, l’équipe anestesiologica diretta da Giuseppina Gallo, la responsabile della Pediatria Patrizia Brindisino e tutto il personale del Nido e dei reparti.
Protagonisti di questo primato vastese sono mamma Daniela e papà Saverio, che hanno espresso riconoscenza a tutti gli operatori per la professionalità e la sensibilità dimostrate. «L’approccio dolce che abbiamo introdotto nei nostri ospedali – ha spiegato il direttore generale della Asl, Mauro Palmieri – non è un modo per incentivare il parto cesareo, ma un servizio aggiuntivo per le donne che devono necessariamente affrontare questa procedura. Permette alla madre e al padre di assistere alla nascita, favorendo anche l’allattamento precoce, come raccomandato dall’OMS».